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Lo devo fare.

Giungo timoroso in quell’immenso piazzale. Una squadra di uomini mi circonda e comincia a sanificare il mezzo con una lancia a getto atmosferico fortissimo. Mi chiudo dentro e aspetto, fingo indifferenza, ma l’ansia comincia a devastarmi i visceri e la vergona mi deforma involontariamente l’espressione ebete che sfoggio stamattina. Sposto l’auto e scendo. Mi allontano. Una seconda squadra si avvicina, tre uomini e una donna con contegno paramilitare si abbassano le mascherine e si guardano. Si fanno un cenno e all’unisono aprono le portiere. Vengono spinti all’indietro dal rinculo dello sgomento.

– Signore, è una follia!!

– Cristo santo Toni, siamo pagati per questo.

Riprovano, entrano, alzano i tappetini e si fermano. “Signore, probabili resti organici. Dobbiamo inviare la segnalazione ai Nas”. Il capo si china, guarda e scuote la testa. “Chiama direttamente i ragazzi dei RIS”.

Da un elicottero si lanciano degli uomini con tubi lunghissimi ed entrano dal bagagliaio nel mezzo immondo. Un robot asporta spade laser di star wars, tre ombrellini colorati rispettivamente di rosso, giallo e verde, quattro euro in monete da 1 2 e 5 centesimi, caramelle di mucca beige, frollini coop, cracker del paleozoico, cubetti lego minuscoli, ferma capelli in finto osso, auricolare nokia smangiucchiato, matite colorate, pagine strappate di topolini degli anni 70, opuscoli della pizzica nel Salento, scontrini del parcheggio in sesterzi, volantini di plauso per la caduta del muro di Berlino.

Uno della squadra ribalta i sedili posteriori ed è colto da convulsioni. Da una porta del fabbricato esce un prete con stola e rosario. Si avvicina e sale in macchina. Con il crocifisso tenta di staccare una gomma da masticare attaccata al vetro. Ribalta le pupille, bestemmia e vomita verde.

Una signora mi accompagna dentro e mi fa accomodare nella saletta “aiuto psicologico.” Dalla finestra scorgo bidoni marroni con la scritta Warning – Napalm.

Dopo un tempo indefinibile entra nella saletta il capo, col viso annerito:

– Signore, è sua la macchina?

– Sì, cioè no, è……. di una donna.

– Sua moglie?

– Sì, cioè ex, stiamo divorziando, insomma non ci siamo mai voluti bene, l’ho sempre sentita come un’estranea”.

– E i bambini?

– Illegittimi e adottati a distanza.

– Cane?

– Abbandonato in autostrada.

Si avvicina porgendomi le chiavi, mi abbraccia forte: ” Buona fortuna signore”.

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