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Nella continua ricerca di sfuggenti e spesso irraggiungibili sicurezze, le donne si avvalgono senza ritegno del proprio olfatto. Annusano di continuo convinte di non essere notate: si avvicinano al collo, indugiano il naso nelle sciarpe, tentano di carpire tutte le nozioni possibili – toccando anche livelli di pura immaginazione – sul portatore dell’odore percepito. La vista non serve a nulla se cerchi di definire  un’anima; l’olfatto ancor più del gusto, ti svelerà invece chi hai di fronte, perché la serenità ha un buon odore, la gioia profuma d’aria, l’invidia ha essenze stucchevoli, mentre la paura puzza d’acido.

La fortuna porterà poi a sensazioni tattili e gustative, che sono i sensi dell’intimità, mentre la vista appare ormai come l’esperienza più diretta e sputtanata, costantemente ingannata com’è da splendidi e benedetti trucchi per enfatizzare l’apparire a scapito dell’essere.

Ma oltre ai profumi, ai dopobarba, alle creme anti disfacimento, alle mentine, ai bagnoschiuma e al succo d’ananas, gli uomini, quelli vanitosi intendo, hanno finalmente capito cosa obnubila, stordisce, trastulla, incanta e rapisce veramente una donna.

La voce.

E allora basta sedute estenuanti in fitness center gestiti da pastori tedeschi, non più diete affamanti in proibitive cliniche svizzere, stop alla wii col persona trainer elettronico privo dell’elasticità che serve al venerdì. Ora l’uomo veramente attento cura il proprio strumento seduttivo. Corsi di impostazione vocale, master di dizione, lavaggi dell’accento, equalizzazioni baritonali, ginnastica per l’elasticità del diaframma.

Certo, vi racconteranno che lo fanno per la professione, per non affaticare le corde vocali, per vincere il timore di parlare in pubblico o così, giusto per togliersi l’accento di cui tanto si vergognano fuori regione. Minchiate. Vogliono affilare l’arma acustica, tendere a dovere  le corde con cui legare la femmina pulsante, consci del potenziale squacqueramento che dai padiglioni uditivi ornati di orecchini si estenderà verso il cuore e finanche alle innominabili cavità.

Esagero? Può darsi. Ma provate a sedervi comode, indossare delle cuffie e riascoltare il pezzo di questo torero e poeta maledetto, che tuttora vive scalzo e povero ai margini della capitale argentina, e poi mi direte. 

 http://collettivovoci.tumblr.com/post/195615343/splendidiquarantenni-legge-potenziale

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