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Uomini duri / 3

L’avevo promesso. Due gatti bastano. Ma sì, in fondo Agata l’avevo accolta cedendo ad una lievissima pressione della signora, ma pure per sgravare il povero Matteo da un malcelato eccesso di felinità domestica e  – non ultimo – per allietare il mite e solingo Gianfilippo, eunuco peraltro, e quindi non periglioso per la di lei virtù.

L’equilibrio è perfetto, simmetrico, il vecchio cane non si scompone, la vaschetta di croccantini trova equa divisione da bravi fratelli e i divani si prestano a turno ad ospitare le morbide coltri feline.

Pace? Equilibrio?

Ebbene, l’animale riprodotto nell’immagine qui sopra si è materializzato sabato nel mio giardino e, miagolando con veemenza insopportabile, mi ha comunicato la sua ferma intenzione di trattenersi. Ora, io adoro gli esseri consapevoli della propria bellezza e sicuri di piacere, ma tanta sfrontatezza non l’avevo mai sperimentata. Questa, una femmina di sicuro per numero di colori e contegno meretricio, mi ha piantato gli occhi grigio verdi azzurri proprio addosso e mi ha ordinato di sfamarla.

Ok.

L’ho fatto.

Ma, dico, offrire una cena ad una femmina mica significa sposarsela no? Ecco. Beh non ci crederete ma la sera successiva si è ripresentata e stavolta voleva che la invitassi da me, la zoccola. Bramava certamente di coricarsi mollemente sui miei divani e magari pretendeva pure le mani addosso a lisciarle il pelo.

Ma se lo sogna. Se lo.

Beh, per ridere un po’ ho provato a materializzare con gli artifizi magici di photoshop i desiderata di questa gatta sfrontata.

Guardate il risultato:

assurdo eh? Un ridere da matti, proprio.

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Uomini duri/ 2

Ah.

Alla faccia di chi credeva che avrei ceduto.

ah.

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So cats

Che faccio cedo? No perché la debolezza è perigliosa, subdola, una strada senza ritorno, un tunnel alla fine del quale c’è sempre vento forte a Caianello e cazzi amari tra Assergi e Colledara.

Antefatto: “Gran Teatro” di Padova, così i patavini appellano un bollente tendone costellato da troppe sedie in plastica blue del designer indiano Fuck Eary. Si attende Corrado Guzzanti e il suo interminabile recital. Dal cellulare spunta la foto di una gattina. Due mesi e mezzo, soriana occhi grigi. “Oddio che bella, dai la prendiamo noi?” ” Veramente avremmo già l’altezzoso Gianfilippo.” “Ma dai tanto lui mica si offende. Poi si fanno compagnia.” “Senti, ci penso. Dai che inizia lo spettacolo.”

Lo Splendido rimarrà stritolato nelle disumane maglie della tenerezza, sprofondando nel convulso turbine cromatico del grigio felino che vira verso l’azzurro oculare dell’amor?

Mi aggrappo allora a queste parole che lascio ai miei sparuti sed stimatissimi lettori. Sappiate che il dubbio m’attanaglia. S’offenderà il sensibile Jeanphilippe di questa femminea presenza? Ecco, metti che gli sposta la ciotola, gli fotte i croccantini o vuole andare all’Ikea a Santo Stefano. A lui che l’ormone non tange, essendo stato prudentemente alleggerito degli zebedei, non serve una femmina! Quale sarà la contropartita del disturbo arrecato dalla micia intrusa: il sesso? Eh naaa..La compagnia? Se la vuole la chiede. Gli scalda il cuscinetto? Ma per favore…

E poi puta caso che la micetta mi fa la leggera coi gatti del quartiere mio, che son selvaggi, rudi, grossi e incazzati. E’ una giungla là fuori e questa va in giro sculettando coi suoi occhioni grigi e la codina a virgola, con ‘sto pelo soffice e questo musino simpatico. No, perché bella è bella, niente da dire. Carina proprio. Eh già. Mmm.

Che dite: cederò?

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