Tag

, , ,

coppia felice

L’ Unione Civile ossia il legame giuridico riconosciuto recentemente alle coppie omosessuali, non prevede l’obbligo di fedeltà, come invece (ancora) sussiste per il matrimonio.

Ci sono tra i due istituti delle parificazioni: in tema di patrimonio, regime legale, obblighi di assistenza e convivenza, ma mentre le coppie etero convolate a nozze dovranno astenersi dal cornificare, quelle gay pare di no. E non è una differenza di poco momento. E’ vero, l’aver tolto adozioni e obbligo di fedeltà rappresenta il tributo pagato al furore cattolico di parte del governo per l’ok al testo di legge, ma è anche vero che in altri paesi non furiosamente cattolici, l’obbligo di fedeltà per le coppie omosessuali unite giuridicamente non è stato volutamente previsto.

In sostanza questa legge, che da noi nasce monca, sotto il profilo della libertà sessuale potrebbe risultare involontariamente all’avanguardia. Ma se così fosse, dovremmo ammettere che retrogrado è il matrimonio tradizionale.

Il punto è: esiste una sorta di sinallagma tra il dovere/piacere di prendersi cura di una persona con cui si sceglie di vivere e la pretesa che non scopi con altri? Perché io ti dovrei magari mantenere e accudire mentre tu dimeni leziosamente le terga al Mucca Pazza, con esiti gaudenti? Gli obblighi di convivenza e assistenza è giusto che siano svincolati dalla fedeltà?

Sinceramente credo di no. Il senso di un’unione sentimentale è l’esclusiva, almeno come regola.

L’aver cancellato l’obbligo di fedeltà nelle unioni civili italiane ha avuto quale unico scopo la mancata parificazione al matrimonio, e ciò influirà anche sulle possibili adozioni, posto che difficilmente un giudice riterrà stabile una coppia non fedele.

Advertisements