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Succede di perdere l’orientamento, per le condizioni soggettive o perché si vaga per lande desolate o semplicemente perché non si conosce la città nuova che ci ospita. E allora si ricorre alla cartina, alla mappa o all’applicazione dello smartphone, se c’è campo.

La cartina noi ce l’abbiamo. E’ la Cartina Costituzionale, la mappa che accende il faro e illumina gli approdi sicuri. La Costituzione è indiscutibile, una Bibbia, un Corano, un manuale di anatomia che riporta uno scheletro indistruttibile e  che ha in sé un imperituro programma politico per l’Italia.

La sistematica costituzionale non è casuale e il programma lo troviamo all’esordio, dove ci ricorda che la Repubblica si fonda sul lavoro.

La dignità, il consumo, l’economia, il denaro devono essere collegate alla tutela, alla salvaguardia e alla creazione del lavoro di ogni italiano, sia esso un operaio o un imprenditore. Eppure abbiamo lasciato che quel faro si spegnesse, portando la tassazione al 44% e la disoccupazione all’11,7%, per rispettare parametri irraggiungibili.

L’Europa è come una gita in montagna tra amici. C’è sempre quello figo, snello, spesso biondo, che stacca tutti con la sua fiera falcata, ma se ogni tanto non si gira a tendere la mano ai gitanti affaticati, in cima ci arriverà da solo, senza viveri e con l’invito a buttarsi da quella cima.

Noi non saremo mai tedeschi, abbiamo altre dinamiche da rispettare che vanno da Lampedusa a Gorizia, e possediamo  nel dna i geni di molti popoli, che ci potrebbero far divenire il faro del mediterraneo, perché il futuro non sta a Berlino ma in Africa.

Bisogna ripartire dal lavoro, a qualunque costo. Abbassare il cuneo fiscale, riportare la tassazione a livelli accettabili, imporre alle banche di riaprire il credito alle imprese anche con garanzie statali, ricominciare a produrre belle auto, ecologiche e a misura di città. Bisogna farlo subito, con un moto d’orgoglio degno degli anni 60, perché il lavoro genera risparmio, che genera consumo, che genera altro lavoro, che genera benessere, che genera figli.

Le risorse economiche, e pare siano miliardi di euro, stanno nella coscienza di ognuno di noi. Dal professore di filosofia con l’eskimo nell’armadio, all’orafo con i contanti in cassaforte, tutti, ma proprio tutti, crediamo di evadere per autotutela. Ma non dobbiamo più inculare i Borboni, dobbiamo far rinascere un paese. Dobbiamo sapere che l’evasione toglie la spina al respiratore di un bambino. Dobbiamo avere paura di finire in carcere.

L’italiano è ancora immaturo, è in fase adolescenziale. Ha scatti di nervi, si scaglia contro le istituzioni domestiche e ha spesso picchi ormonali. Credo sia venuto il momento di togliere le Nike puzzolenti dal tavolo, farsi una doccia e diventare uomini.

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