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Primo giorno, al liceo: mi guardo attorno spaesato, alla disperata ricerca di volti amichevoli o almeno non del tutto sconosciuti.

Niente. Proprio non conosco nessuno.

Mi viene incontro Beppe, tutto scuro in viso, capelli ricci, di sembianze negroidi ma in realtà soltanto calabro. Ha tutte le mani e gli avambracci ingessati. Lo guardo, mi guarda e mi dice:

– ho fermato una vespa con le mani.

– madonna ma così tanto ti ha punto?

– era una Vespa Piaggio, precisa Beppe.

Poi siamo diventati amici, ma non tanto perché lui era tantissimo comunista.

 

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