sprofondassi nel lago ghiacciato delle cose indicibili

galleggiando immobile senza urgenza di salvezza

se nudo in piazza ruttassi la bestemmia più feroce

lasciando scivolare sulle cosce la vergogna liquida e immonda

se percuotessi chi lo merita senza ascoltarlo

urlando con gli occhi che il (mio) silenzio è un diritto.

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