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La frequenza copulatoria delle coppie italiane (106 volte in un anno), enfaticamente riportata nel post che precede, merita un fugace approfondimento.

Posto che fuori dalle urne e sotto le caldi coltri la menzogna è sempre in agguato, infingarda e ben occultata nei meandri del cervello perverso di chi gode a falsare i dati, v’è da dire che il numero sopra riportato non è così abnorme come alcuni mi hanno segnalato sgomenti.  Rifacciamo i conti e proviamo a dividere queste benedette centosei copule chimeriche per le cinquantadue settimane che compongono un felice anno di due persone sane, conviventi e senza problemi apparenti. Ebbene il risultato aritmetico è che si dovrebbe fare all’amore un paio di volte la settimana.

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Vi ho lasciato questi pochi secondi per fare i vostri conti.

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Questo ulteriore momento riflessivo vi è servito per scegliere l’atteggiamento verso le parole che seguiranno. Se siete sotto soglia avrete elaborato delle scuse e ora siete sulla difensiva, se invece rispettate la media citata, state tirando un sospiro di sollievo e quel bel sorrisone era un po’ che non lo si vedeva.   

Non sono un sessuologo o un terapeuta della coppia. Sono meglio. E anche voi lo siete, visto che la coppia la vivete sul campo senza riempirvi tanto la bocca (qui i doppi sensi erano due e chi li trova può infrattarsi per la terza volta questa settimana).

Allora diciamocelo con franchezza:  questa ponderata media è un giusto compromesso tra l’atavica urgenza maschile – (pluri)quotidiana –  e il muliebre soffio amoroso – “intanto abbracciami” – Ora, siccome considero l’ipocrisia nel sesso istituzionale come una flagello anticostituzionale da debellare, smettiamola con la narrazione fiabesca che ognuno si regola come vuole, che insomma i bambini, il lavoro, lo stress e il logorio della vita moderna. Se rimani sotto soglia per oltre un semestre la tua insoddisfazione strisciante, l’ingestibile bramosia di carboidrati, il martello alle tempie e il galoppante calo della vista hanno tutti la medesima causa omissiva.

Chi si nega danneggia anche te. Pensaci!

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