Tag

,

Scorgo da lontano l’amico che sto aspettando da dieci minuti. Mentre mi si avvicina stento a riconoscerne le fattezze: dalla giacca blu ben sfiancata che si apre ad ogni passo mi sfuggono le sue decennali rotondità. Gli guardo il viso: ancora tondo. Niente smungiture post malattia e patimenti da diete maldestre.  Sembra un uomo ben fotoshoppato, ma è vivo.

Anch’io voglio.

Un nome, un numero di telefono e la settimana dopo sono in mutande sulla bilancia di un dottore che è alto come me, ha dieci anni di più e pesa 14 chili di meno. Il dott. Mengele misura, annota, intervista e sentenzia: 66 chili.  70, ribatto io. La trattativa serrata si chiude a 68 senza l’ausilio di chimica, diuretici, lassativi e psicofarmaci. Ride beffardo che senza non ce la farò, schiaccia un pulsante e due infermiere mi prelevano. Le valchirie in camice bianco mi deportano in un locale buio a cento gradi e un megaschermo centrale.  Mi chiudono dentro per dieci interminabili minuti. Poi, al grido di metodo Kneipp irrompono decise e mi buttano sotto la doccia ghiacciata. Faccio l’uomo e simulo di poter respirare ancora. Di nuovo in sauna. Perdo il conto della sequenza del trattamento Kneipp. Ad ogni rientro all’inferno cambia il conduttore: non più Barbara D’Urso, bensì Mara Venier e poi Lamberto Sposini. Alla quarta sauna ho visioni agghiaccianti tra Brembate e Avetrana.

Mi prelevano, mi avvolgono in un sarcofago in pile e mi fanno coricare per finire la lessatura. Dieci minuti di grande riflessione in cui mi pongo delle giuste domande, ma non c’è tempo per ravvedersi:  una terza donna mi fa stendere su un lettino, mi abbassa lo slippino e comincia a spanpugnarmi energicamente alla ricerca dell’adipe braccato. L’estasi artificiale viene turbata da un urlo terrifico che rieccheggia dalle sale adiacenti: NO MANCIARE MAI PIZZA CHE INCRASSA DUE CHILI PER LIEVITIIIIII!!!

Sto per rivestirmi, perché voglio tornare a casa mia, tra i miei affetti, le cose più care. No, non è finita. Una quarta operatrice del benessere mi mette sulla bilancia, mi guarda e con la dolcezza di Mamma Ebe mi sussurra: TU TIENE QUESTO PESO FINO PROSSIMA FOLTA CHIARO!

Chiaro, sì.

Mi viene un sacco da piangere.