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Oggi le relazioni sentimentali somigliano molto a un’anarchica partita di calcio, informata di poche regole, mal scritte e poco rispettate.

Non si capiscono gli schemi, e sopratutto son confusi i ruoli di chi attacca e chi difende.

Uomini intimoriti, attendisti, poco indipendenti si relazionano malamente con femmine spregiudicate, dirette, che spesso camuffano la voglia di unioni stabili con goffe richieste di sesso sporadico, che le lascia inesorabilmente sole e ancora più dure, dopo.

La mascolinizzazione delle donne ha reso più insicuri gli uomini e tra lei che ruggisce e lui che balbetta la comprensione scricchiola e il sentimento non decolla. Sarà bene trovare alla svelta nuovi linguaggi o alternativi quanto efficaci mezzi di comunicazione sentimentale, perché riscontro concreti rischi di fraintendimento nelle coppie in fieri.

Ed è inutile appellarsi all’intuito, perché insieme ai ruoli si son sgretolate le certezze classiche sui contegni relazionali. Oggi se una donna ti dice no, non vuol dire sempre forse, magari vuol proprio dire sparisci verme e se ti propone una “botta e via” magari intende una botta e resta.

Forse, per progredire utilmente nell’approccio, sarebbe necessario trasmettere la progettualità, facendo capire al nostro spaesato interlocutore se vogliamo “stanotte” oppure “stanotte e forse domani”, che è già una dinamica di grande speranza.

Una certezza però mi rimane: che le donne continuano ad usare il sesso come il pongo. Lo plasmano e ci costruiscono delle cose; non si sporcano solo le mani.

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