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La meraviglia di un Natale senza regali mi mancava. E me lo sono regalato.

No, non è solo merito mio. Anzi il processo non è stato certo indolore o esente da sofferenze, ma ne sono fuori. Sono uscito dalla dipendenza da regalo coatto, sia attiva che passiva. Mi sono sciolto dai lacci dello shopping affannoso del 23 pomeriggio, ho abbandonato l’ansia del last minute packaging. Basta, ho bandito la strenna natalizia, non ne faccio e non ne voglio, salvo ovviamente pensieri, opere, canzoni, creazioni e manufatti creati appositamente per me, come già ebbi a riferirvi lo scorso Natale.

Ho vietato i regali natalizi tra soci, stornando  il corrispettivo ai bisognosi, giusta una cosa per i figlioli, recentemente orfani di Santa Klaus (no, wikileaks non c’entra, l’han scoperto da soli) e assolutamente niente per lady Splendor, che pare essere al settimo cielo per una scelta che in cuor suo ardeva da tempo.

Il senso che si prova è di libertà pura. E’ come smettere di fumare: ti pare di esser quasi obbligato alla cicca, ma poi scopri che non solo puoi farne a meno, ma è semplicemente naturale e pure sano astenersi.

L’ inebriante arriva quando realizzi che non ti interessa se la tua scelta verrà capita o meno. Non hai più nulla da dimostrare tramite il regalo, non devi più annotarti il budget e non devi ricambiare con pari valuta. Torna la libertà di fare i regali senza esservi obbligato.

Ma soprattutto torna il piacere di riceverli.

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