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La politica nasce a scuola. No, non nelle assemblee studentesche con la kefiah a mo di sciarpa o durante le occupazioni autogestite dove i dati statistici sulle deflorazioni, fornite da questura e studenti, per una volta coincidono. L’ideologia si forma a dieci anni, in quarta elementare.

Vi faccio un esempio.

Il bimbo moderato, sensibile e borghese distribuisce ad alcuni dei suoi compagni gli inviti per la sua imminente  festina di compleanno.  Tutti non ci starebbero e comunque con alcuni proprio amico non è.  Agli invitati chiede tuttavia di non divulgare la notizia dell’evento per non ferire gli esclusi.

Contegno maturo, di apprezzabile sensibilità e che attesta un certo pragmatismo nel convenire che una buona festa comporta inviti selezionati.

Ebbene, uno degli invitati, dico neanche degli esclusi, insorge contro il festeggiato urlando: “o tutti o nessuno” e strappandogli in faccia il biglietto d’invito. Ripeto per chi si fosse messo in ascolto solo ora: gli strappa in faccia il biglietto.

Ecco, vedi bambino che stracci gli inviti, dal tuo atteggiamento posso azzardare alcune previsioni. Tu, crescendo, ti iscriverai a filosofia a Bologna, resterai fuori corso fino all’ottantunesimo episodio di Star Trek, ti manterrai con la pensione della tua anziana madre e  ti farai scudo delle tue massime veterocomuniste inneggiando ai grandi della storia come Bertinotti o Diliberto.

E a casa mia, col cazzo che ci vieni.