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Devo aggiungere una creatura alla mia lista dei preferiti al mondo.

L’ho conosciuta ieri sera. Tratti mediorientali yemeniti,  israeliana di nascita, quarant’anni che son di lustro per la splendida categoria, compleanno in giugno: la ciliegina, direi.

Se non ti bastano gli occhi nocciolini per condividere le sue poesie, ci pensa il suo italiano fluente.

Ha rapito la piazza ieri sera, strapazzandola dolcemente con le ripide ottave della sua magnifica estensione vocale, saltando tra le mille lingue del suo canto, fino ai gorgheggi italici per presentare i suoi musicisti, selezionati direttamente da Dio. 

L’inglese si fa israeliano e poi diventa napoletano, e mentre cerchi di capire se adesso si librerà fino alle statue della Basilica, lei diventa furia composta, ti ipnotizza in un assolo di congas che impone il movimento anche alla morigerata folla del festival biblico.

Alla fine niente God bless you good night, ma grazie mamma baby sitter, di tre bimbi, di cui l’ultimo di pochi mesi.

Che meraviglia di donna.

אחינועם ניני  (Noa).

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