Tag

, , , , ,

Mi hanno fatto notare che di recente la frequentazione elettronica o sociale  con le mie coetanee è sensibilmente scemata, a favore di colleghe, amiche, lettrici, blogger  che  realizzo ora esser quasi tutte d’età intorno ai trent’anni.

Se vi togliete subito quel sorrisetto dalla faccia e liberate la vostra torbida mente da congetture poco edificanti, tento di dare una plausibile spiegazione al curioso fenomeno.

Le quarantenni. Età dorata e adorata. Ecco, però nonostante la doratura, ‘ste ragazze mi sembrano generalmente deluse. Se single, si sentono ingiustamente abbandonate, o addirittura mai volute, con dei bilanci esistenziali in rosso, spesso in preda – pur essendo magari oggettivamente strafighe – ad un crudele quanto precoce invecchiamento. Se divorziate, accusano dei pesanti conti in sospeso con il genere che rappresento e divengono sovente portatrici sane di un ph acido di fondo che  inquina le conversazioni sui grandi temi generali della vita.  

Si salvano le maritate,  anche se mentre ci prendi un caffè rispondono a 3 sms delle figlie preadolescenti, ordinano al marito di prendere il body da danza, pensano al pulisecco che chiude e alla fine scappano dicendoti: ciao Giacomo. E tu quasi mai ti chiami Giacomo.

Le trentenni. Ecco, loro, quelle infelici, dico, hanno lagnanze simili (si passa dal nessuno mi ha voluta al qualcuno mi vorrà?),  ma per quanto contrite, esse hanno una luce diversa negli occhi, tonalità differenti nel dolersi quotidiano e amarezze agrodolci. Questo perché conservano la Speranza. 

Le trentenni credono ancora di avere delle chances nella vita e vorrei ben vedere: l’ottimismo si fonda spesso sul dato anagrafico. Non hanno quindi alcun merito, semplicemente la loro gioventù trasmette una naturale freschezza d’intenti che ben s’attaglia a spiriti virili e vivaci, sebbene (spesso ottimamente) attempati.

Ma c’è una cosa che, a ben vedere, sposta naturalmente la frequentazione verso le giovani donne.

Le trentenni, quando parli, ti ascoltano.

Annunci