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Esiste una regola aurea nelle relazioni sentimentali: se vuoi ottenere qualcosa, non chiederla, prenditela!

Il postulato in realtà è relativamente recente, quindi abbisogna di un minimo di chiarimento, che vi propino con la consueta sintesi da tempi moderni.

Come in ogni slogan, headline o motto che si rispetti, l’attenzione del lettore si concentra sull’inciso finale, nel caso di specie: prenditela. Ecco,  invece no; la precipua summa del simpatico motto sopra citato è: non chiedere. 

Chi chiede si pone sempre in una odiosa condizione di subordinazione, di insicurezza, di bisogno che poi alla lunga diventa questua, piagnisteo, tedio, annichilimento, morte. Mi ami? Ti andrebbe di farlo? Ma ti è piaciuto?  Vuoi lasciarmi? Viene anche tua mamma? Dura molto questo film polacco? Insomma, la  domanda irrita già di per sé e denuncia  una condizione di ontologica inferiorità che alla lunga strema il rapporto. E poi scema (non lei, il rapporto).

Chi sono gli esseri umani socialmente più ricercati e voluti? Quelli che non chiedono, quelli che si bastano, quelli che si atteggiano a “io non ho bisogno di nessuno”. Questi appaiono sicuri, non ti ammorbano di richieste d’attenzione,  si gestiscono gli stati d’animo in autonomia, non impongono presenze e non generano sensi di colpa. “Eh bravo, ma se io non appartengo a questa categoria cosa faccio?” Cambi, tesoro, perché così come sei non ti si fila nessuno.

Come si cambia per non morire? Innanzitutto bisogna convincersi di valere, trasformare i propri difetti in simpatiche peculiarità attivando una sana autoironia. L’ironia è l’unica arma che abbiamo per sconfiggere la caducità delle cose. Nulla nella vita va preso completamente sul serio, perché la natura ha dinamiche beffarde che sfuggono comunque al nostro controllo, quindi perché affliggerci.

Poi bisogna attivare la metamorfosi fighiana. E’ un complesso procedimento che consiste nell’acquisire graduale contezza della propria avvenenza. Fighi non si nasce,  lo si diventa credendoci. La bellezza è un’illusione. Il fascino si suda.  Tutto ciò che è esteriore può essere modificato curandosi l’interno, per il medesimo procedimento – a contrariis –  per cui quando stai male diventi un cesso.

Insomma bisogna ridere, curarsi, crederci e non rompere i coglioni.

(In giorni come questi Crepet, a me,  mi fa una pippa.)

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