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“Allora, glielo vuoi dire a tuo figlio tredicenne che il suo corpo sta per cambiare o devo farlo io?”

Ecco. Ci siamo.

Ma mica mi vergogno; è che mi dispiace per lui, in fondo. Non son certo notizie che dai a cuor leggero. Insomma: da bambino hai diritto a dei bonus, a dei fringe benefit direttamente accordati da madre natura, ormai di rango pari ai diritti quesiti. Lagne, richieste di attenzioni, voce miagolante, pianti repentini, edipici turbamenti e malcelate gelosie non saranno più tollerati, anche perché strideranno con la nuova figura di preadolescente dalla larghe spalle e coi mostaccetti sopra il naso, che pure si sta ingrandendo.

Dall’oggi al domani il fanciullo comincerà una frase in falsetto e terminerà due ottave sotto e io, atterrito, incrocerò le dita intimandogli di uscire da quel corpo.

Le sue enormi scarpe da ginnastica, mai allacciate e sempre in mezzo alle porte, saranno oggetto di accordi per il disarmo iraniano.

La nostra interlocuzione oscillerà tra due immense categorie: Le Risposte Impertinenti e Le Domande Del Cazzo.

Girerà per casa con l’aria in bianco e nero del poeta francese incompreso, con i pantaloni con la vita a livello rotula e i capelli a frangia emo.

I Jonas Brothers sovrasteranno Pat Metheny. Musicalmente, a tutto concedere, dondoleremo all’unisono su Tik Tok di Kesha.

Ammetto però che sulla rivelazione più sconvolgente ci devo ancora lavorare, non son mica pronto. E’ una di quelle notizie destinate a mutare la visione cosmica dell’esistenza universale degli esseri umani e non.

Una cosa tipo: “ehi, da domani e fino alla tua morte sarai ossessionato dal sesso”.

Aaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh.   

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