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Fino all’altro giorno non lo sapevo. Ora lo so e la cosa mi rallegra. Esiste un movimento spontaneo che offre abbracci gratis ai passanti, così, da sconosciuto a sconosciuto. Quei ragazzi non raccolgono offerte, non vendono azalee, non chiedono sottoscrizioni per onlus benemerite e non regalano colombe. Niente di tutto questo: ti abbracciano e basta, con un cartello appeso al collo che dice free hugs : abbracci gratis.

Il successo dell’iniziativa pare si replichi senza sosta. Domenica, all’ombra dell’Arena, parecchi passanti si sono gettati senza fretta tra le braccia dei simpatici huggers, incassando sorrisi solari e abbracci sinceri.  Un’amica lì presente mi ha rivelato testualmente di non potervi proprio resistere.

Mi auguro che presto i volontari reclutino anche degli improvvisatori di complimenti: provoloni veloci di spirito che ti guardano per un attimo e ti galvanizzano con lusinghieri quanto azzardati giudizi.

E poi vorrei anche gli accompagnatori silenti: qualcuno che ti prenda sottobraccio e ti ascolti una mezzoretta senza rompere i coglioni con giudizi non richiesti.

Infine mi piacerebbe incontrare le dispensatrici di sorrisi, magari nei negozi, intente ad insegnare alle commesse che gli avventori si salutano con grazia, visto che ti mantengono.

Toh, abbiamo involontariamente gettato le basi per un mondo migliore. In fondo basta capovolgere la prospettiva: da hugs free a free hugs .