Tag

Conosco una persona perennemente morente. Combatte invano l’acronimo che punisce letalmente i vizi del passato, tanto che ogni ricovero par sempre l’ultimo.

Ormai ci si scherza su, del badile che tiene in giardino, per seppellirci tutti. E spesso il suo sorriso consumato ti strombazza ai semafori; ogni volta ti stupisci dell’accanimento della sorte, guardando nello specchietto la Saab nera guidata da un fantasma.

Anche questa settimana doveva esser l’ultima. E invece la “vita” gli ha riservato la telefonata del sabato notte, quella dei figli in giro che ti fa gelare il sangue, quella delle torce della polizia a illuminare le macchie di sangue sulla tangenziale.

Dio e la Morte stanno in due uffici diversi.

E manco si parlano.

Annunci