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Mi capitò, appena dodicenne, di incontrare una ragazzina americana giunta di recente in Italia col padre, militare di stanza nella “nostra” base Nato. Era bionda, Carmen, con un’acconciatura che mi ricordava Frida degli Abba, e una corporatura decisa, sviluppata al pari di una ventenne, complici gli hamburger estrogenati d’oltreoceano.

Carmen profumava di fragola come il suo lucidalabbra e ancora oggi quell’essenza sprigiona malinconiche implicazioni proustiane, che mi riportano a sensazioni dolci, fresche, che sanno di primavera.

Quelle sere allungate e miti dell’estate imminente mi vedevano inforcare la Graziella blue, ripiegabile in due e con le ruote ripiene bianche, e dirigermi lesto verso il quartiere della mia bella, sovente accompagnato da un fratello ormai quindicenne, sempre in preda ai tormenti amorosi procuratigli dalla figlia del postino e quindi incline al malinconico ed inerme stazionamento di fronte alla dimora del portalettere.

Io aspettavo Carmen dietro l’angolo di casa sua, celato prudentemente ai marziali cazziatoni, e poi, insieme, si facevan lunghe passeggiate di sorrisi: non conoscevo ancora la lingua dei baci, né l’idioma anglosassone della mia fidanzatina. Quanto a lei, si esprimeva ridendo. Rideva. Rideva tanto, Carmen.

Ascoltavamo spesso una radiolina rosa legata al cestino della sua bellissima bicicletta olandese e mentre lei intonava i recenti ritornelli di Easy, Hot Stuff oppure Ring My Bell, io addomesticavo le farfalle impazzite che mi volavano in pancia.

Un sabato pomeriggio incontrai il mio amico Massimo. Mi disse: ” Te non vieni mica dalla Carmen?” ” E a fare che?”  Risposi curioso. E lui: “Mostra le tette nel garage. Sabato scorso io gliele ho anche toccate e oggi vedrai che ci metto sopra la bocca anche.”

Ecco, la scelta della mia amata di estraniarmi dalla volgarità del gruppo, di non uniformarmi a quell’orda di preadolescenti in cerca di materiale ipsatorio per accecarsi di pippe negli anni a venire, di non mischiare, in fondo, il sentimento col sesso, ecco quella scelta, al tempo, io non la compresi subito.

Nel frangente pensai: che troia, Carmen.

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