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Le relazioni sentimentali son come le torte. Alla donna spetta farle, all’ uomo mangiarle.

Se si invertono i ruoli cominciano i disastri. Gli uomini ci mettono troppo zucchero e niente sale, con risultati comprensibilmente stucchevoli.

Fuor di metafora pasticcera: facciamo che gli uomini tornano a fare gli uomini e le donne tutto il resto, perché l’esperimento di omologazione sessuale, ammettiamolo, è fallito. E a farne le spese sono proprio le signore, che si trovano ora con lo stesso carico maschile, oltre alle indelegabili incombenze muliebri e materne. E a fianco degli uomini timidissimi che ci mettono mezzora ad ordinare al ristorante.

Questo assomigliarsi reciproco tra i sessi è un disastro. L’emancipazione femminile doveva portare eguali diritti. Ha portato maggiori doveri e gran parcelle agli psicologi.

Le donne odierne, aggressive e con palle d’acciaio cromate in bagno zincato di testosterone, sono prodotti OGM.  Son stressate che non riescono a riprodursi, perdono dolcezza, delegano la femminilità ai tacchi 12 sottraendola alle carezze. Sono mine antiuomo.

L’uomo è atterrito. Ha perso sicurezza. E’ in continua ansia da prestazione. Certo, la chimica sopperisce, e poco importa se poi per ore guidi vedendo tutto blu, con la pressione a 200 e il clacson sempre azionato. L’erezione deve tornare ad essere un regalo, non un atto dovuto. Il turgore virile è come lo schiudersi dei gigli. Arriva quando arriva e non bisogna rompergli i coglioni, al giglio.

La donna virile e l’uomo femminile non sono il risultato di un processo evolutivo, ma un’aberrazione sociale che violenta la natura, dimenticando la poesia insita nella diversità ontologica dei ruoli e nella necessaria complementarietà reciproca.

Ascolta, uomo: la donna continua a guardarti tre cose: le mani, le spalle e il culo. Vuole solo sapere se puoi cacciare, se sai proteggerla e renderla madre. Abbandona il piumino per spolverare la credenza, riprendi la chiave inglese e torna in garage a sporcarti di grasso. E se sbullonando ti venissero dei pensieri, vai in cucina e prendi la tua donna sul tavolo, anche da tergo. Lei non si lagnerà, credimi.

E tu, donna,  fattene una ragione: la pipì in piedi, tu, mai.

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