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A pranzo, mentre davo fondo gli avanzi delle libagioni natalizie, a dieta astutamente sospesa per rincoglionire l’arcigno metabolismo, ho assunto distrattamente una badilata di bagigi (che son arachidi oppure spagnolette se sei superpippo), ho avvicinato le vaschette trasparenti che sostavano a sinistra del bicchiere e ho assaggiato il mascarpone: buono, bianco, dolce come una crema, ma anche salato alla bisogna. Poi ho intinto la forchetta nella mostarda: densa, torbida, con i pezzi grossi che emergono quando meno te l’aspetti. Piccante, soprattutto, tanto da offenderti le narici, a volte. Terminati gli assaggi, complici le bolle di colesterolo giunte al cervello, prima di accingermi alla prelibata commistione degli elementi di veneta tradizione, ho avuto la mia nona rivelazione, che mi accingo testé a svelarvi.

Orbene, ho realizzato che gli uomini sono di due tipologie: il mascarpuomo e il mostardo. 

Il mascarpuomo è dolce, sensibile, capisce le donne, lo porti dove vuoi, non sporca, è assolutamente zerbinato, pulisce la casa, lascia alla donna le decisioni oppure le condivide fintamente per non deluderla, piace ai gay, forse anche un po’ lo è, sa cucinare, fa sesso solo se ama e spesso si agita tanto che i pantaloni li toglie per la seconda. Ama i figli, va in campeggio però in bungalow e piange quando nei film muoiono i cani, anche se di vecchiaia. Dà del lei alla suocera, lavora il sabato mattina ma giammai la domenica, partecipa personalmente ai visitoni, non si abbona a Sky sport e taglia l’erba al sabato pomeriggio dopo le 3. E’ deluso dal centrosinistra, ma lo vota perchè non lo sa neanche lui, fa beneficenza e a Natale non compra cazzate. Ascolta la musica degli anni 70, spesso perde i capelli, accetta deprimendosi l’invecchiamento cerebrale e predilige le posizioni dell’amore dove ci si guarda negli occhi.

E il mostardo? Non ve lo direi neanche com’è il mostardo. Perché quello aspettate voi, e lui lo sa e vi farebbe morire nell’attesa, il mostardo, lui.

Lui non chiede: prende, decide, si arroga, avoca, comanda. Lui ha una macchina sportiva e guarda il culo alle donne. Lui considera la monogamia maschile come un inutile laccio occidentale e per l’apologia dell’adulterio aforisma Schopenauer senza averlo letto. Lui è disordinato, si rade quando ne ha voglia, vizia le figlie, non gioca mai a Scarabeo, fuma, beve e spesso prende la donna al costume delle fiere (a pecorina se sei superpippo). Ma quanto piace il mostardo. Gli si perdona tutto, perché è maledetto, poeta, geniale, incorreggibile, uomo. Ecco, è finalmente, veramente, inesorabilmente, dannatamente,  rudemente e porcamente U O M O.

Il palato si gode la perfezione della sublime unione del mascarpone con la mostarda. 

E l’uomo perfetto non può che essere il risultato della fusione dei due archetipi. L’alternanza è schizofrenia, la giusta fusione si ha solo nella magica commistione tra le due anime dell’uomo.

La perfezione è quindi l’uomo dei gemelli.

 

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