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“Papi, la mamma ci deve 300 euro.”

“eeehhh?”

“Sì, 100 a me e 200 a Ric.”

Con questa denuncia, resa sì da minore, ma ritenuta attendibile per la particolare relazione della parte lesa con l’imputata, ho realizzato con sgomento ciò che sospettavo da tempo e che mai avremmo voluto sentire in una famiglia di nobili e rispettate origini.

A pensarci bene, dall’introduzione dell’euro, mi svuoto regolarmente le tasche di ragguardevoli somme di metallo che ripongo alla rinfusa sul comodino nuziale. Al mattino, esse d’incanto svaniscono. Un po’ come la formichina, ma al contrario. Solo che sul comodino non trovo manco i dentini, sì e no le monetine da 5 centesimi. Non ci avevo fatto caso ma le sparizioni nell’ultimo periodo afferiscono con maggior frequenza alle monete più importanti, quelle che varrebbero 4mila scarse del vecchio conio. Dev’essere la crisi.

Ho fatto quindi 2+2 (euro) e ho contestato l’ammanco alla maggior sospettata, la quale, candidamente, ha ammesso di utilizzarle per i parchimetri del centro. Pena sospesa perché incensurata.

Ora, immaginate per un attimo la giuria popolare mentre ascolta la pubblica accusa: “Sì signori della giuria, avete compreso correttamente. Quella donna ha rubato per mesi forse addirittura per anni le misere paghette dei figli, creature innocenti che ella stessa ha generato. 10 euro, 20 euro 50 euro. I regali dei nonni, capite, le mancette che i piccoli trovavano in quelle anonime buste bianche sotto l’albero, i proventi dei dentini caduti, le comunioni, i compleanni. Tutto. Ha svuotato tutto. E quei nonni, quei nonni, ora, non ci sono più. So, signori della giuria, di scuotere i vostri animi di timorati genitori ma nel giudicare l’imputata non fatevi ingannare dal bel visetto, e concentratevi invece sul contegno che non ho timore a definire ABOMINEVOLE.”

Ebbene, domenica, vinto lo scoramente per la notizia appena udita, ho interrogato il secondogenito, bocca della verità, sulle modalità presunte della distrazione dei fondi.

Mah, ogni tanto prende qualcosa e lascia dei bigliettini. Ah sì, certe volte si tiene il resto dei regali che facciamo alle nostre cugine!

Sono un uomo distrutto.

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