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E’ solo un pensiero.”  

Ecco. Così solitamente giustifichiamo con malcelata vergogna l’esiguo valore economico di un dono. Se costa è un regalo, altrimenti degrada a mero “pensiero”.

E invece é tempo di rivalutarli, i pensieri, e di regalarli veramente, che non son bagatelle, frivolezze e cazzatine: se ti regalo un mio pensiero significa che ho meditato sui tuoi gusti, a ciò che hai, ho voluto farti ridere o piangere e ho sintetizzato una sorta di piccolo giudizio su di te. Magari rischiando di sbagliare, ma mettendomi in gioco, e dimostrando che ci tengo, a te.

Il pensiero è un concetto. E’ tempo tolto a noi stessi. E’ una riflessione sul prossimo che colma per un attimo i suoi vuoti.

Saranno i miei due capelli grigi sulla tempia sinistra, sarà che mi sto stancando dell’ipocrisia, sarà che rincorrere il denaro non mi diverte come un tempo (quando c’era qualcosa da rincorrere), ma quest’anno ho diffidato tutti dal prodursi in strenne economicamente rilevanti e impersonali: per me, eventualmente, solo pensieri, lettere, sacrifici, idee, emozioni, libri che leggerei, canzoni, Tshirt usate, torte fatte in casa, cene, notti di fuoco (intese come volontariato nei pompieri).

Non sai cosa regalarmi? Significa che non mi conosci o non hai tempo di pensarmi. E allora astieniti.

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