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Uomini si diventa. Donne si nasce.

No, stavolta i trans non c’entrano. Parlo di come gli uomini siano il risultato di un’evoluzione graduale del loro atteggiarsi, dove il risultato finale, salvo rari casi, non ha più nulla dell’origine infantile. Le donne invece nascono già donne. Il loro contegno femmineo, grazioso, dolce, ma  anche smorfiesco, malizioso e paraculo è presente già al primo vagito. La natura offre loro quest’arma micidiale da contrapporre al vigore fisico del sesso forte.

La determinazone, per esempio, è femmina. Le bambine non mollano mai e fino a quando non hanno ottenuto il risultato, continuano imperterrite il loro ballo gitano sugli zebedei paterni. I maschi hanno più misura, se non li hai viziati.

Il matrimonio, per dire, è una categoria che gli uomini fingono di non conoscere fin’oltre i trent’ anni. Le ragazze no. A 4 anni vogliono già accasarsi, siano esse disoccupate, ovvero parrucchiere, la professione femminile più ambita  in ambiti familiari di centro sinistra (veline per background più conservatori).

Ne ho avuto l’ennesima riprova stamattina, mentre andavo a recuperare la prole presso quell’accogliente ostello della gioventù che è casa di mia suocera.  Alle 7,30 una delle mie nipotine bionde, 4 anni abbondanti ma splendidamente portati, fa colazione con i baffi di cioccolata. Mi vede, sorride e mi svela di aver coronato il suo sogno:” Sai che ho dormito con il mio principe?”

I nove anni assonnati e principeschi del mio secondogenito scendono le scale, confermandomi la circostanza ineluttabile.

La sua espressione tradisce affetto e rassegnazione.

Appunto.