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E’ una follia mettersi alle 8 del mattino a scrivere col write or die. E poi ho scelto la modalità Kamikaze perché amo le sfide io. Si scrive di morti oggi. Oggi è la commemorazione dei defunti ma tutti lo chiamano il giorno dei morti, che pare un film horror con gli zombie che escono dalle tombe. Oggi quelli che hanno il culto dei morti vanno in cimitero, fanno la coda per entrare e poi per comprare i fiori e poi si attardano sul portone di ferro del camposanto a parlare con gli altri avventori e si dicono: son passati due anni e sembra ieri. Pensati che apparecchio ancora per lui. Mi sembra che ci sia ancora. Il culto dei morti è semplice nostalgia. A  volte è paura. Di certo non nel caso delle vecchiette che inculano i fiori nelle tombe dei morti degli altri e le mettono nei morti propri. Sono idiote le vecchie che fan così. Se credi che ti vedano dall’alto, pensi che gradirebbero avere sulla tomba dei fiori rubati?. (Se ti fermi a pensare i bordi dello schermo diventano sempre più rossi e poi se non scrivi in tempo si cancella tutto. mette ansia ‘sta roba.) Io il culto dei morti forse ce l’ho. Sicuramente l’ho avuto vent’anni fa quando ogni domenica andavo sulla tomba di mia madre a con la mente le raccontavo quanto difficile era gestire i pezzi di famiglia che mi aveva lasciato in eredità. Non avevo rancore, si badi, ma solo urgenza di un report dal mondo dei vivi, quasi che a raccontar le cose il dolore si lenisse e io mi sentissi ancora più forte e guidato dall’alto a gestire tutte quelle cose adulte a soli 22 anni. Il babbo invece ha pensato di andarsene la notte di Halloween, ma questa è un’altra storia e le trecento parole sono finite. E ora è finito anche il tempo.

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