Tag

, , , , ,

Ieri passeggiavo per il centro con alcune avvenenti fans di Sergio Mistro, l’uomo tutto d’un pizzo, sbirciando distrattamente  le vetrine. I vetri riflettono, purtroppo, e una vetrina scura mi ha rimandato l’effige del pansutino fasciato dalla mia polo color carne. Proprio’nzepovvedé.

Sabato notte, uscendo da casa mia, un amico velista appassionato di comunicazione (marconista?) , salutandomi con il giusto accento, mi ha poggiato la mano sull’escrescenza, rilevandone sornione il recente incremento. Il fatto è che lui la pancia se la affetta lanciandosi dalle barche, che son metodi drastici, secondo me. Comunque é bello avere amici così schietti. Tu li sfami, li ubriachi, li fai divertire e loro ti ricambiano con tanta sincerità.

Ma è sexy il pansutino? Questo sostiene chi ha coniato questo simpatico nomignolo: un’amica sommelier appassionata di letteratura russa, l’unica donna al mondo che osa contrirsi se ingrassando le crescono le tette in luogo dei primordiali brufoli di serie. Tuttavia pesa: come uno zaino portato davanti quando sali in metropolitana. Ingombra, sforma la camicia, affatica,  invecchia. Il pansutino, dico, non l’amica.

E allora, dopo averne parlato per mesi, mossi dalla volontà di tornare asciutti come sei anni or sono, è proprio giunto il momento di riesumare la magica lista degli alimenti smilzi, quella fatta da una dietologa seria che mi costò pure un occhio, ma funzionò eccome. Grande rigore, privazioni indicibili, sogni carboidratici, ma fu un successo di pubblico e di critica.

Allora coraggio. I 78 chili (DICONSI SETTANTOTTO CHILI ARGHHHHH)  registrati oggi gridano vendetta. Libbre vergognose da debellare poco alla volta, tipo due chili al mese in modo da rincoglionire il metabolismo. Aperitivi addio, mojito vade retro, alcool solo sulle ferite. Cornetti alle 11, macchiatoni, cannoncini e bignè sospesi sine die. Carbonara serale sostituita dal minestrone. Petti di pollo alla piastra, bresaola e insalatine venghino siore venghino, che qui si diventa belli.

Ce la farò. Ne sono certo.

Perché piacersi non ha prezzo.

Per tutto il resto c’è l’indulgenza.

Annunci