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Il Vasco mi fa una cover di Creep dei Radiohead senza preavvisarmi.

Creep ti culla con un motivetto accattivante, degli accordi in sequenza rasserenante ma mai banali, ritmo che non distrae.  Poi, poco prima del ritornello, c’è quella chitarra che simula il rumore di una lampadina il cui filamento è in procinto di bruciarsi E’ una scarica elettrica che si trattiene due o tre volte per poi esplodere nell’accordo distorto che signoreeeeeeeeeeeeeeechecosanonè’stoaccordo. Avete presente quando ci si trattiene per due o tre volte e poi ci si lascia andare. Ecco, una roba così. La canzone è tutta in quel trattenersi prima di esplodere.

Creep è, attualmente, il mio motivetto preferito. Nella versione acustica esso raggiunge livelli di raro lirismo e io penso all’infinito (no, non quello di leopardo da vinci).

Vasco lo sento molto (feel, non hear). E’ il migliore rocker italiano semplicemente  perché è l’unico vero rocker italiano. Vasco spesso mi entra dentro come un pugno,  poi sì stupendo mi viene il vomito, ma va bene va bene così.  

Ecco, ora il Vasco che mi canta Creep mi mette un po’ in imbarazzo, perché non sempre due cose che ami stanno bene insieme. Tipo tua moglie e tua madre, per fare un esempio. Tipo la tua macchina sportiva e tua moglie, per fare un altro esempio.

Insomma mi costringe a giudicarlo, questa cover. Ma è difficilissimo prendere le distanze dall’originale. Poi c’è il testo, l’energia, i paragoni, le emozioni, il passato, l’affetto, l’adolescenza, il presente.

No, dico, ma non potevi farmi una cover di Sergio Endrigo, che c’ho già i miei problemi?  

Cià, cominciamo ad ascoltare, intanto. Ma pensa te.

Creep (Radiohead) http://www.youtube.com/watch?v=POPv20dqoxs

Ad ogni costo (Vasco Rossi)  http://www.youtube.com/watch?v=JcAPNU_X_gA

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