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L’ho rifatto. Non ho potuto farne a meno. Si vede che i miei amici sanno che adoro farmi toccare da donne prezzolate e così mi hanno omaggiato di un altro buono. Stavolta niente brushing scrubbing, ma 50 minuti 50 di massaggio rilassante. E visto che c’erano, uno anche alla mia signora così il regalo per l’anniversario è a posto.

Quei buoni hanno sempre colori che virano dal salmone al vomitino di gatto e poi valgono solo 3 mesi.  I nostri erano targati 13 giugno. Il 13 settembre è domenica. Bisogna sbrigarsi. “Pronto sono lo Splendido e vengo a farmi toccare da voi con la mia signora, ma verrei quando mi pare perché oggi è l’ultimo giorno e io c’ho da fare. Nessun problema no? Sarete elastici immagino….Ah… Capisco. Allora vengo subito.” Elastici un cazzo.

Centro massaggi che quando suoni il campanello già sbadigli per la rilassatezza. Musica new age, of course. La musica new age in realtà non esiste. Sono solo i suoni prodotti da un tastierista in acido, con un pigiama bianco e i capelli castani lunghi e mossi, a metà tra Sandokan, Gesù e Shel Shapiro (3 mezzi. E allora?).

Ci accomodiamo sul divanetto in attesa che ci chiamino. Io sfoglio Max e mi spazientisco per il puritanesimo raggiunto dalla testata; Lady Splendor legge Grazia. Faccio il simpatico con quella della cassa, sennò mi annoio. Lei ci dice che abbiamo bisogno di energia e quindi ci mette anche un po’ di rosso. Non capisco dove ce lo mette il rosso, che poi io ho già la voce verde e magari vien fuori un pasticcio.

Entra una ragazza. Io neanche la guardo. Intuisco che ha dei tratti dolci. Immagino il taglio leggermente orientale dei suoi occhi bellissimi. Scommetto sui suoi capelli di seta e ipotizzo le sue mani di velluto. Ci guarda. Mi fissa e poi dice: “la signora con me“. Embe? Ma chi ti vuole, ma chi sei, che io son qui in cerca di professionalità. Voglio massaggatrici vere mica veline. Pfui. A me assegnano la cozza. La stessa che era alla cassa.

Mi fa cenno di seguirla e cominciamo un viaggio tra corridoi densi d’incenso, cromoterapie azzurrine, asciugamani ovunque appoggiati su fontanelle fumose, Shel Shapiri svolazzanti e arpe birmane miscelate a estratti depuranti alle alghe verdi dell’indonesia occidentale. Arrivo nello stanzino completamente stordito. Lei mi sorride e mi porge una cosa. La scarto. No. E’ lo slippino in carta che mi fa sembrare Hulk con l’abbonamento della palestra scaduto da un anno. Rido. Rido disperato e le mi dice che posso anche non indossarlo. La interrogo con lo sguardo. “No, nudo no, intendo che può tenere le sue di mutande, sempre che non le arrivino alle ginocchia.” Sciocca donnicciola. Meriteresti le Hollywood sgambate.

Mi lascia solo. Mi spoglio con la tempistica di un californian dream man e mi butto sul lettino. Ecco, poi ho un buco di coscienza per circa 48 minuti. Ricordo solo i miei lombi massaggiati con gli avambracci, come usa nelle Hawaii e poi delle lunghe carezze nell’interno delle cosce. Infine un sussurro alle orecchie, un alito di vento che mischia le prime foglie d’autunno: “tutto bene signore?”

All’ingresso ritrovo Lady Splendor spalmata sul divanetto, sorriso lisergico e capelli con piega vaporosa tipo Woodstock. Alla cassa confesso alla mia massaggiatrice che è stato bello, che voglio provare tutto, che esigo l’opzione arcobaleno e che ogni venerdì sarò lì. Lei sorride e mi dice: “si calmi, cominciano con un pacchetto da 5 , vuole?”

Sì, lo voglio.

 

(la prima puntata: https://splendidiquarantenni.wordpress.com/2009/02/11/biuti-senter/)

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