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L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) si occupa sovente dell’obesità nordamericana, stigmatizzando l’amburgheresco cibo iperproteico e magnificando, per converso, la dieta mediterranea.

Ma l’OMS, in Puglia, c’è mai stata?

No, perché nella mia seconda patria i bambini hanno dei rotoli adiposi che inibiscono loro  l’immersione per la pesca dei ricci femmina (quelli maschi sono vuoti e per favore evitiamo le battute). Probabilmente l’unica attività che fanno è trastullare la console della Playstation o accarezzare compulsivamente il telecomando, e tutto ciò per bruciare le calorie ingurgitate con le merende che si fanno sotto l’ombrellone. Pucce, panzerotti, frittate, panini al salame e cipolla e viva la nutella sopra la frisella. E maronnincoronet’ vogliamo strozzarli ‘sti poveri bambini?

Le mamme possono sfondarsi di tiella (senza le zucchein ovviamente) ma perché imporre l’obesità anche ai minori.  La crescita auspicata dai pediatri non è quella del giro vita.

E veniamo al dunque: essere in forma è un obbligo? Abbiamo un obbligo estetico nei confronti del mondo? Lasciarsi andare col cibo è un diritto o è un bieco sintomo di sciatteria?

Concludo col momento di saggezza: sapete perché i ciccioni non si mettono a dieta? Perché pensano che nessuno si interessi di loro. L’obesità è la protesta contro la solitudine.

 

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