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Questo è il centesimo post. E’ tempo di bilanci. Trentaduemila contatti e millecinquecento commenti in otto mesi rappresentano un dato di partenza confortante, ma se non vendi pubblicità, i numeri non ti bastano. Vuoi di più.

Scrivo solo per me stesso. Non mi interessa che mi leggano“. Cazzate. Per me non è così. 

Mi diverte scrivere. Mi diverte vivere. In realtà non riesco a svolgere alcuna attività che non mi comporti intimo godimento. Ma sono le persone che interagiscono nel tuo spazio che lo rendono interessante, stimolante, vivo, pulsante, come i fermenti lattici nello yogurt, sì, anche quelli responsabili della tua regolarità intestinale.

Siete voi, cari lettori, lurker occulti o disadattati dal commento immediato, maniaci sessuali o avventisti del settimo giorno, puttanieri elettronici e madri di famiglia, single per scelta o sfigati irrimediabili. Siete voi che decretate il successo di un blog. Ma si badi, non alzando il dato numerico dell’audience, come in tv, no; lo fate lasciando pezzi di voi stessi: i commenti intelligenti, quelli divertiti e divertenti, quelli che stimolano il controcommento e trasformano il blog in un chat bar virtuale dove il cazzeggio diventa l’archè di tutt’ cose.

I miei commentatori sono veramente strafighi: intelligenti, spiritosi, acuti, sintetici, colti. E vogliamo parlare della bellezza? Io ho i commentatori più avvenenti della blogosfera. No dico e la voce? Ma le avete sentite le voci coi reading? Magnifiche, sexy, accattivanti, verdi secondo i canoni rinaldiani. Mi fermo solo per decenza ma vi dico solo che la piaggeria mi onanizza e paraculo mi lusinga.

Insomma si scrive per farsi leggere, e tutti i blogger onesti dovrebbero ammetterlo.

Ma si sa, i blogger sono come i nudisti: ti raccontano che adorano star liberi, ma in realtà godono nel mostrarsi nudi.

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