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Non lo accordavano proprio mai quel vecchio piano verticale. Ma a lui piaceva quel posto polveroso. Ci andava per una pinta di rum o per un poker con i soliti tre amigos, mentre il vecchietto  martellava imperterrito il suo honky tonky, facendo traballare il sigaro tra i pochi denti rimasti.

Arrivò per primo, si sedette al solito tavolo quadrato e ordinò una birra. In quel saloon la birra era pessima, ma era presto per iniziare a tracannare rum. Mentre tirava fuori uno specchietto fu raggiunto da suo figlio. “Kit, tesoro siediti. Caro come stai?”

“D’incanto daddy. Gli altri?”

Gli altri erano sempre in ritardo. Carson arrivò trafelato con le borse della spesa mezze aperte e due gomitoli di lana d’angora grigia. “Mioddio che giornata, non ci potete credere.” Lui lo guardò sorridendo e gli spostò la sedia per farlo accomodare. “Oh Gesù, El Muerto, non s’è visto ancora? Quello  è sempre in ritardo, come le star.”

Il quarto arrivò con calma olimpica, si sedette cavalcando la sedia al contrario. “Ma come sei pallido.” “E secondo te sennò mi chiamavano El Muerto?”  “Eh ho capito, ma prima di uscire un po’ di terra no?” sentenziò Carson, spazientito.

I quattro si misero a bere e a discutere. Lui disse: “Sentite, venerdì sera aprono un nuovo beauty center a Oklahoma City. Sentite il programmino: sauna, body peeling, massaggio e poi aperitivo con lo staff, che son dei ragazzacci mi han detto.”

No perdonami daddy, ma c’è l’inaugurazione del Klondike Center, la spa più fica del West e io non me la perdo! “ urlò stridulo Kit.

“Oddio ragazzi” aggiunse Carson, “non è che adesso mi fate la lite in famiglia per il venerdì sera eh, che ho già il mal di capo. E poi aprono anche la stagione estiva del Pepita a Tucson. Ce la vogliamo ricordare ‘sta cosa che è un mese che la ripeto?”     

El Muerto scoppiò a piangere. Tutti alzarono gli occhi al cielo. “Mi ha lasciato. Non troverò mai il vero amore. Frugando nel comodino  ha trovato un sex toy, quello a coniglietto da 180 dollari IVA inclusa e mi ha detto che sono una zoccola. Non mi vuole più vedere e io sto invecchiando, solo, senza nessuno che mi abbracci quando gli sciacalli ululano nella notte gelida della prateria.”

Lui si alzò esausto. Fece ondeggiare le porte del saloon e si poggiò alla staccionata. Accendendosi il sigaro pensò che erano alle solite. 

TEX AND THE CITY 

 

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Grazie a Ric e Lolli, musi ispiratori.

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