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Ora è già tardi, ma è presto se tu te ne vai.

Questo canticchiavo stamattina in macchina, mentre mi stavo spalmando sulla ruota di scorta di un SUV bianco che mi precedeva, nel tentativo di spiegare via sms ad un amico dove si trova la mia umile dimora. E ho riflettuto.

Ho realizzato che quando si è intenti a fare all’amore il tempo si dilata, si perdono completamente le accezioni cronotopiche poiché spazio e tempo cessano di avere consistenza, divenendo elementi relativi, volatili, inutili forse.

L’inizio dell’amplesso è certo, ma la fine non è nota, alla faccia di Erri De Luca.

E allora succede che ti senti dire “vorrei che non finisse mai” e tu magari stai tentando di inibire la magica aspersione pensando al rinnovo dell’assicurazione sul furto, alla difficoltà di trovare il valore dell’auto se non compare il modello su quattroruote e cose così. E poi succede che la tua lei, nel tentativo di prolungarsi l’estasi, non sopraggiunga in tempi umani. Ma tu, uomo, invece sì.

Troppo presto? E no, perché quando a lei piace è sempre troppo presto.

Ora è già tardi, ma è presto se tu te ne vai.  Questo voleva dirci Gino Paoli.

L’eiaculazione precoce non esiste.

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