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Tu necessiti di me/   nello stesso modo che  /   anch’io di te.

No. Non è il testo di un bigliettino sequestrato dalla severa maestra ad un bimbo senegalese innamorato della sua compagna di banco.

Non è nemmeno un sms lanciato da uno scafista albanese nel delirio delle onde che scuotono il suo immenso gommone da Tirana al Gargano.

Questa perla è contenuta nel testo di “Un fatto ovvio”,  l’ultimo singolo della Laura Pausini.

Ora, può piacere o meno, la Laura, però ha vinto i Grammy, in Sudamerica se la spupazzano come una del luogo, è la cantante italiana più nota nel mondo. Su questo non ci piove.

Ma allora chi è? Chi è l’autore di queste liriche da brivido, chi è questo Mogol delle Ande, fuori il nome!

Io non sono un purista della lingua italiana. La conosco quel tanto che basta per farmi capire,  l’accademia della crusca la consulto solo in caso di reiterata stitichezza,ecco però, io, che qualche volta mi avventuro nel mondo della canzone, un testo così non l’avrei licenziato neanche per una recita goliardica.

Tu necessiti di me. Provate a dirlo ad una ragazza. Vi consegna il 730 e vi chiede di compilarlo nei termini.

Nello stesso modo che/anch’io di te. Neanche a Malindi sentite un italiano di cotanta approssimazione.

Allora, la bandiera della canzone italiana nel mondo, una star con una produzione internazionale alle spalle non poteva esigere un testo non dico decente, ma almeno corretto?

Sì, io, voi, chiunque può scrivere meglio quei malnati versi. Non ci credete?

E io sento che / hai bisogno sì di me/ quanto io di te. Ecco fatto. Così di getto. Poi magari pensandoci viene qualcosa di meglio.

Provate voi adesso. Poi raccogliamo le migliori e, giuro, gliele mando alla Laura.

http://www.youtube.com/watch?v=Jw5lTp07TNk

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