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Nessuno aveva mai saputo con certezza cosa avvenisse dentro a quella casetta con le finestre rosso vermiglio e la porticina cobalto sbiadito. L’unica cosa certa è che gli uomini che uscivano da lì, mantenevano per ore un’espressione sognante, estatica, paradisiaca.

In paese cominciavano a diffondersi strane storie su quella casa e avvincenti leggende sulla Rita, la proprietaria. Pareva che ricevesse uomini ad ogni ora del giorno e della notte, aprendo poi leggermente le finestrelle rosso vermiglio per qualche minuto, tra un incontro e l’altro, anche d’inverno, incurante del clima.

Non si capiva se la Rita fosse una chiromante, una psicologa, una massaggiatrice o una puttana, anche se le mogli tutte, sempre bisognose di nuovi fantasmi e peccaminose argomentazioni di lagnanza, optavano per l’ultima ipotesi. Non vollero ricredersi nemmeno dopo la scoperta che tra gli avventori della casa della Rita, oltre al Sindaco, vi fosse pure il Curato. I ragazzini, passando sotto le finestre rosse, canticchiavano a guisa di  inappellabile sentenza il ritornello di Bocca di Rosa e al mercato, ben più delle merci, si scambiavano con malcelato sdegno le indicibili storie della Rita.

Qualcuno dei suoi visitatori raccontò di aver risolto ogni problema di impotentia coeundi et generandi, altri narrarono di aver ricevuto consulenze sulle detrazioni fiscali delle spese veterinarie dei propri maiali, altri ancora di aver fruito di un magico massaggio alle tempie dalle terga sinuose della Rita, altri, infine, di essere stati ascoltati per ore su classifiche e fantacalcio, ricevendo anche consigli su come collegare il decoder al videoregistratore, senza modificare la ricezione del digitale terrestre.

Pare che la Rita ti facesse fare anche un riposino domenicale dopo la partenza della formula uno e ti svegliasse dopo le cinque con il caffè addolcito dalle meraviglie della sua bocca. Si narra che una volta sola cacciò di casa un avventore, reo di aver rifiutato una copula contronatura durante la visione di un film scollacciato.

Gli uomini al bar si scambiavano i fanti e le freccette, le ombre di rosso e i cubetti di mortadella, ma non v’era giorno che non rivolgessero lo sguardo a quelle finestrelle rosse vermiglio, sospirando tutti lo stesso identico pensiero…

La Rita è una cosa meravigliosa.

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