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Sento spesso segnali di scandalo per le nuove modalità con cui si comunicano gli epiloghi delle storie d’amore.

Precursore dei tempi Daniel Day Lewis che, mi raccontano,  lasciò Isabel Adjani, incinta di suo figlio, a mezzo fax. Qualche settimana fa un ministro della repubblica ha liquidato la sua fidanzata tramite un sms. Aumentano i casi di conoscenti lasciati di cotal guisa.

Francamente non comprendo lo sdegno. Sms, e mail, chat, skype hanno tolto fisicità alle emozioni rendendole evanescenti, ma non per questo meno vere. La tecnologia impone di concentrarsi sul concetto, comunque esso venga trasmesso. I nuovi mezzi di comunicazione non sono balocchi, buoni solo per le futili disquisizioni o il cazzeggio telematico: sono cose serie. Vanno utilizzati per ogni tipo di rappresentazione da trasferire.

Un amico che ti esprime le condoglianze con un sms non deve scandalizzare, anzi,  ti evita l’ennesima telefonata, spesso emotivamente insostenibile. Se con un sms ti dico che ti voglio, non posso con il medesimo mezzo comunicarti che non ti voglio più? Se lo faccio con una lettera di carta  va tutto bene: ma l’assenza di fisicità non è la stessa? E  il concetto? Il medesimo: ti ho appena mollato. Allora sono codardo se ti mollo con un sms e un romantico se lo faccio con una missiva? Per piacere.

Mi si può obbiettare che le brutte notizie si danno dal vivo, almeno per telefono, affinché la tua voce possa scaldare l’interlocutore raggelato dalla mesta ambasciata. Ebbene, tutte le luttuose notizie che ho ricevuto, avrei preferito leggerle, che sentirle, forse per la qualità dei miei ambasciatori: o troppo distaccati o troppo coinvolti.

Pensate, infine, ai vantaggi emozionali ed orgogliotici (non lo cercate: è un neologismo) di poter occultare al vostro ex (unis – ex) l’espressione sbigottita, le lacrime amare, gli  irrefrenabili singulti. Mica male eh?

Ah, dimenticavo: per la vendetta mi risulta che si possano far disastri a distanza. Così dolorosi da far rimpiangere al malcapitato la tradizionale colluttazione con graffi sul viso e insulti alla mamma.

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