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Si erano dati appuntamento di fronte all’Abbazia di Saint-Germain-De-Près, alle sette di una tiepida sera di fine febbraio, sotto un cielo a chiazze bluastre, ennesimo preludio di gocce imminenti.

Giovedì, alla cena di lavoro da Jacques, nell’attico di Montmartre, si erano accomodati in quindici attorno al tavolo d’acciaio e Silvie si era avvicinata a Claude, spontaneamente, quasi  guidata da un impulso ineluttabile di conoscenza. Lui le aveva sorriso spostandole gentilmente la sedia, per agevolarle la seduta, con gesto desueto e inatteso.

Quella sera avevano scambiato poche parole quasi di circostanza, ma avevano percepito nitidamente i sussurri della reciproca vicinanza e la tranquillità dei voluti silenzi.

Silvie arrivò all’appuntamento con un ritardo minimo ed involontario, dovuto alla batteria della sua minuscola Renault. Percorse Rue Bonaparte guardando la terra smossa dai recenti lavori stradali. L’allacciamento dei cavi a fibre ottiche aveva imposto lo smantellamento di tutto l’asfalto. Place St Germain de Près, tutta Rue Bonaparte e perfino Boulevard St. Germain erano fatti di terra smossa; il paesaggio pareva vittima di un recente bombardamento oppure di un riuscito fotomontaggio pubblicitario. Terra. Terra smossa. Ovunque.

Trovò Claude davanti alla chiesa, lo baciò tre volte sulle guance e lo trascinò in un ristorante italiano, mentre la pioggia cominciava a mischiarsi al terreno. Lì ordinarono due bianchi veronesi e scoprirono affinità inattese. Si scrutarono gli occhi, si disegnarono i volti, si sfiorarono le anime fino a fondersi in un processo di conoscenza definitivo quanto irreale.

Uscirono appagati dal dedotto e speranzosi nel deducibile.

La pioggia cadeva incessante. Sarebbe stata l’ultima della stagione e, a scrosci, stava dando l’addio all’inverno.

Si fermarono sulla soglia del locale, scrutando quell’ultima pioggia fondersi nella melma, consci che si sarebbero certamente inzaccherati nella mota.

Terra, terra smossa. Ovunque.

Pioggia. Incessante. Definitiva.

Melma. Copiosa. Liquida.

Ultimo fango a Parigi.

 

 

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