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L’Ariosto c’entra poco, l’arrosto già di più. Ci addentriamo in un viaggio sensoriale tra cibo, sesso, musica, tendini, sostanze naturali e chimiche.

Qual è la volta in cui il vostro corpo ha goduto di più? Quando i vostri sensi hanno sibilato come Scud impazziti? Quando i vicini di casa hanno chiamato i Nocs per far cessare i vostri lamenti animaleschi? Mangiando una Sacher, oppure arrampicandovi sul palco degli U2 per suonare la chitarra con The Edge o mentre giacevate in un immenso letto con l’intera squadra femminile di nuoto sincronizzato, intonando la marsigliese?

Se avete il coraggio, raccontatecelo in forma anche anonima, inviando il contributo via mail a splendidiquarantenni@gmail.com, possibilmente allegando una foto della vostra mano destra.

Ci introduce all’orgasmo furioso Transgenica (grazie Trans), con un contributo che non rientra nel programma Montessori e la cui lettura, per l’argomento trattato e la drammaticità di alcune scene proposte, è destinata ad un pubblico adultero.

TRANSGENICA

Mi masturbo con la regolarità di un impiegato, appena sveglia e ancora sonnecchiante nel mio letto, durante il giorno seduta su una sedia o sprofondata in una poltrona, oppure con la schiena appoggiata ad un muro con le gambe divaricate e un pò flesse…più raramente quando vado a dormire.
Sono passati alcuni anni dalla mia prima esperienza sessuale con un uomo, a questa si sono succeduti un buon numero di partner e di esperienze ma sono giunta alla conclusione che l’estasi autentica e la conclusione più sicura è sempre quella che raggiungo in solitudine.
La mia mente vaga all’infuori del mio corpo e fantastica su ciò che più la eccita.
Senza dover tener conto del procedere di un uomo e non dovendo dipendere dai suoi gesti, riesco, tramite i miei, a controllare l’intensificarsi del piacere ad ogni secondo. Freno e riprendo già sapendo che sarò io a decidere quando.
L’orgasmo è l’effetto di una decisione, quando arriva il momento, la mente si svuota e lo vedo arrivare.
La sensazione arriva da lontano, dall’estremo limite di quel lungo cunicolo dalle pareti grigie e non levigate e si propaga fino all’apertura, che si dilata e si ritrae come la mascella di un pesce, tutti gli altri muscoli sono rilassati a parte quelli delle gambe che sembrano quasi paralizzate.
Ci possono essere sei o sette ondate.
Nel migliore dei casi mi attardo un attimo per far scivolare le dita congiunte…poi mi delizio col mio profumo dolciastro.

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