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foto-31Ciò che di seguito pubblichiamo è un contributo di pura fantasia. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è accidentale, quasi involontario. Gli allegati visivi sono frutto di riusciti fotomontaggi.

 

La promessa

 

Successe la sera di un piovoso venerdì di gennaio. Quattro fulgidi professionisti accarezzavano col gessetto la punta delle loro stecche  nuove di zecca, in attesa di farle risuonare rabbiose sul panno verde maculato maionese.

Sulla cornice del tavolo da biliardo riposavano incerte una birra rossa media, una bionda piccola e due cochini; il grado alcolico delle bevande era direttamente proporzionale alla bravura dei giocatori.

Nel bel mezzo della seconda partita, il più anziano del gruppo fu investito dagli sguardi inquisitori degli altri: “Fabio, in tribunale gira una voce insistente che tu stia per risposarti.”

“Cazzate”.

“Infatti. No, dico: pensati l’assurdità di uno, divorziato, che dopo quindici anni di felice convivenza con una donna, peraltro senza problemi di acquisizione di cittadinanza, decida di rifare il passo falso. Non esiste. Non ci crediamo.”

“E’ una bufala.”

“Stiamo tranquilli?”

“Sereni.”

“Guarda, ti crediamo….vogliamo crederti… Comunque se ti azzardi a risposarti, veniamo al matrimonio travestiti. E sai che lo facciamo.”

Le matte risate.

“Certo. E magari mi fate pure da testimoni”.

Piegati in due da una convulsa ilarità, conclusero lo stage di biliardo con la consueta inettitudine, condita, a tratti, da qualche autentico colpo di culo tipo ottavina reale.

Non se ne parlò più. Fu ancora il biliardo del venerdì. E poi l’oblio.

Ma presto la primavera irruppe maliarda, latrice di una leggera brezza pulita, delle follie dell’amore. E dell’invito al matrimonio di Fabio.        

Attoniti, confusi, quasi traditi, i compagni di biliardo realizzarono di avere un impegno imminente col travestitismo. La decisione fu fulminea ed unanime: Elvis.

A loro si unì un collega, stimato e con importanti incarichi nelle riviste di settore, ma con un’imbarazzante passione per i travestimenti maturata a Recife nei primi anni 80.

Convulsa la ricerca di siti internet dedicati al re di Memphis, frettolosa la visita ai negozi di costumi, e poi furono stoffe e paillettes, gadget cinesi, sarte dell’ultimo minuto e addirittura trasferte pomeridiane in Lombardia.

La mattina del 10 maggio 2008 una mercedes decappottabile blue, con alcune parrucche corvine e una zazzera naturale alla guida, fu notata allontanarsi furtivamente dal centro della città.

Giunta innanzi alla Casa comunale del paesino ove si sarebbe svolta l’odiosa cerimonia, l’auto fu avvicinata da un’elegante signora in rosso.

Io sono il vicesindaco celebrante. Voi?”

“Noi…. saremmo i testimon..i” risposero in coro i deficienti.

“Ah…. mi avevano preannunciato un certo folklore. Un po’ di allegria non guasterà. Benvenuti.”

  

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