Lezione 1: il sugo 

L’uomo vero, per sopravvivere in assenza delle donne che normalmente lo sfamano e per potersi dichiarare indipendente, libero e realizzato, deve avere dimestichezza con fornelli e tegami.
Per questo appare imprescindibile affrontare un corso culinario.
Lo facciamo tramite una rassegna di ricette base, raccontate direttamente da uomini splendidi che sanno cucinare.
Siamo andati a trovare Luigino, decisamente ultraquarantenne, originario di Civitanova Marche e per molto tempo single incallito e cuoco per necessità.
SQ: Ciao Luigino e benvenuto a Splendidi quarantenni.
L: “Grazie a te e un saluto ai telespettatori.”
SQ: Allora io non ho il culo della Clerici e questa non è la televisione.
L:” Volevo rompere il ghiaccio con una battuta.”
SQ: Tu sei ingegnere vero?
L: “Non vedo il nesso”
SQ: Allora, un giorno in treno una ragazza mi ha spiegato questo concetto: un ingegnere dopo l’amore ti chiede sempre: ti è piaciuto? Un umanista resta silente e ti abbraccia a cucchiaio.
L” A parte il cucchiaio continuo a non vedere il nesso con il nostro incontro.”
SQ: Si… senti Luigino, per tornare a noi, volevo farti subito una domanda: che legame c’è, per te, tra cucina e seduzione. Quanto ti ha aiutato, da single, saper cucinare nella tua attività diciamo… di fornicazione impenitente.
L: “Ma..guarda..devo ammettere che aiuta, aiuta molto. Quando hai il grembiule e un mestolo in mano la donna già ti brama, cioè ti guarda in un certo modo, infila il dito nel pentolino del sugo e poi si succhia l’indice, fa schioccare la lingua strabuzzando gli occhi. Cose così insomma.”
SQ: Ah però.. credo che oltre a saper cucinare, sia importante saper scegliere le commensali…
L: “Anche… comunque a giovarsi dei miei piatti erano soprattutto gli amici, perché mentre io cucinavo, loro si appartavano con le ospiti…. insomma hai capito.”
SQ: Che meraviglia l’amicizia… senti, che ricetta ci illustri oggi?
L: “Partirei da un sugo semplice a base di pomodoro per condire gli spaghetti. In cucina, come nella vita, la semplicità paga sempre”
SQ: Vai, filosofo delle mie castagne.
L:”Allora intanto si taglia fina fina la cipolla e si fa morire in un pentolino..”
SQ: Allora qui ti devo fermare perché si è già parlato tanto in questi giorni di crudeltà in cucina. La cronaca riporta condanne a ristoratori che tenevano le aragoste sul ghiaccio per poi bollirle vive e non vorrei fomentare altre atrocità. Qual è il metodo per non far soffrire la cipolla prima della morte?
L: ” Guarda genio, intanto la cipolla non soffre, tutt’al più soffrigge e comunque io, prima di tagliuzzarla, la lascio prudenzialmente un paio d’ore davanti alla tv. Dopo due ore di Porta a Porta puoi anche grattugiarla. Non si narcotizza più con l’etere, ma via etere.”
SQ: Continua, cabarettista rubato ai fornelli.
L: “Tagliuzzata la cipolla si mette in un pentolino con dell’olio d’oliva, direi cinque cucchiai. Volendo si può aggiungere uno spicchio d’aglio. Poi si lavano i pomodori e si scottano per qualche minuto in acqua bollente.”
SQ: Il pomodoro me lo scotti vivo?
L: “Per stordire il pomodoro sono sufficienti due vecchie puntate di Dallas”.
SQ: Noi ci capiamo.
L: “I pomodori, ormai morti bolliti, vanno scolati con una schiumarola, spellati, tagliati a metà e privati dei semi.”
SQ: E qui, scusami, ma ci vuole coraggio. Sei un mostro.
L: “Lo so. Si mettono i filetti di pomodoro nella casseruola e si fa cuocere a fuoco vivace così perdono acqua. Poi si prelevano con dolcezza cinque o sei foglie di basilico, non prima di averle narcotizzate; si puliscono e si strappano a metà per dare più profumo e si gettano nel pentolino.”
SQ: Bestia.
L: “Aggiungiamo sale e pepe e lasciamo cuocere per una quindicina di minuti a fuoco moderato. Poi basta condire la pasta e servire in tavola, sempre che gli ospiti si siano alzati dal letto.”
SQ: Con che vino ti ubriachi mentre aspetti i tuoi amici fornicatori?
L: ” Non è un piatto impegnativo per l’abbinamento. Vanno bene anche i bianchi fermi, ma non le bollicine. Io prediligo i rossi e consiglio Primitivo di Manduria”
SQ: Grazie Luigino, God bless you. Good night.
L: “Grazie a voi.”

Annunci