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Pensieri febbrili

Sopra i 38 e mezzo la febbre ti rende migliore, etereo, evanescente, quasi guru. Ecco,  i pensieri sono un po’ confusi, ma basta ordinarli coi numeri.

1) Ho scoperto Friendfeed. O meglio ci sono entrato per sbaglio per commentare la Sid, e poi tutto è venuto da sè. FF, così lo chiamano gli appassionati, è un turbine di piccoli post o link che continuano ad apparirti con una frequenza di uno ogni 10 secondi e tu commenti come un forsennato, all’interno di tante mega chat, con l’abilità di un appassionato di videogame. E’ l’evoluzione della blogosfera che gira a mille. Fa compagnia se sei ammalato, ma fa perdere ore e ore. Lì ho scritto che FF è come il pisello: appena lo scopri ti trastulli fino a perdere la vista.

2) Mia moglie, tornata dal suo viaggio da single a Parigi, ha scoperto che a casa mia, in questi giorni, c’è stato un certo movimento femminile. Sacchetti di cibo giapponese, tracce di autoinviti su friendfeed, ma mica mutande abbandonate sotto al divano, maligni che non siete altro. La malattia forse mi ha esentato dalle censure? Vi farò sapere terminata la luuuuunga convalescenza.

3) Ho bisogno di andare in una capitale europea a riempirmi gli occhi. Ho bisogno di idee nuove, di vedere biblioteche moderne, di mangiare cibo etnico originale, di sentire musica nuova. Berlino, forse ho bisogno di Berlino, ecco.

4) Lavorare mi ha rotto le palle. Ma mi mancano almeno vent’anni per la pensione. E allora si lavora e silenzio.

5) Il segreto per rimanere sposati a lungo è farsi sangue vicendevolmente, nel senso metaforico del termine.

6) Ma quanto mi piace mia moglie.

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Rivelazioni/3

Oggi, che è giorno di nozze per lo splendido fratello musicista e la favolosa Alessandra, sì da metter fine alla scandalosa convivenza nel peccato, mentre riprovo il mio vestito da sposo e decido che  lo indosserò ( sì, trattenendo un po’ il respiro) quale vessillo beneaugurante; mentre mi lavano la macchina da stronzo; dopo aver riposato senza mutande come centinaia (migliaia?) di Voi, dopo aver cenato con due delle donne più stupefacenti del creato, mi si dipana la nebbia mattutina e realizzo.

Realizzo che il matrimonio è come una festa.

Porti sempre qualcosa.

Se ti diverti, sei l’ultimo ad andartene.

Se ti annoi, te ne vai con una scusa, sfruttando spesso il primo passaggio che capita.

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Ora vado, ché devo pure leggere le preghiere dei fedeli.

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La promessa

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foto-31Ciò che di seguito pubblichiamo è un contributo di pura fantasia. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è accidentale, quasi involontario. Gli allegati visivi sono frutto di riusciti fotomontaggi.

 

La promessa

 

Successe la sera di un piovoso venerdì di gennaio. Quattro fulgidi professionisti accarezzavano col gessetto la punta delle loro stecche  nuove di zecca, in attesa di farle risuonare rabbiose sul panno verde maculato maionese.

Sulla cornice del tavolo da biliardo riposavano incerte una birra rossa media, una bionda piccola e due cochini; il grado alcolico delle bevande era direttamente proporzionale alla bravura dei giocatori.

Nel bel mezzo della seconda partita, il più anziano del gruppo fu investito dagli sguardi inquisitori degli altri: “Fabio, in tribunale gira una voce insistente che tu stia per risposarti.”

“Cazzate”.

“Infatti. No, dico: pensati l’assurdità di uno, divorziato, che dopo quindici anni di felice convivenza con una donna, peraltro senza problemi di acquisizione di cittadinanza, decida di rifare il passo falso. Non esiste. Non ci crediamo.”

“E’ una bufala.”

“Stiamo tranquilli?”

“Sereni.”

“Guarda, ti crediamo….vogliamo crederti… Comunque se ti azzardi a risposarti, veniamo al matrimonio travestiti. E sai che lo facciamo.”

Le matte risate.

“Certo. E magari mi fate pure da testimoni”.

Piegati in due da una convulsa ilarità, conclusero lo stage di biliardo con la consueta inettitudine, condita, a tratti, da qualche autentico colpo di culo tipo ottavina reale.

Non se ne parlò più. Fu ancora il biliardo del venerdì. E poi l’oblio.

Ma presto la primavera irruppe maliarda, latrice di una leggera brezza pulita, delle follie dell’amore. E dell’invito al matrimonio di Fabio.        

Attoniti, confusi, quasi traditi, i compagni di biliardo realizzarono di avere un impegno imminente col travestitismo. La decisione fu fulminea ed unanime: Elvis.

A loro si unì un collega, stimato e con importanti incarichi nelle riviste di settore, ma con un’imbarazzante passione per i travestimenti maturata a Recife nei primi anni 80.

Convulsa la ricerca di siti internet dedicati al re di Memphis, frettolosa la visita ai negozi di costumi, e poi furono stoffe e paillettes, gadget cinesi, sarte dell’ultimo minuto e addirittura trasferte pomeridiane in Lombardia.

La mattina del 10 maggio 2008 una mercedes decappottabile blue, con alcune parrucche corvine e una zazzera naturale alla guida, fu notata allontanarsi furtivamente dal centro della città.

Giunta innanzi alla Casa comunale del paesino ove si sarebbe svolta l’odiosa cerimonia, l’auto fu avvicinata da un’elegante signora in rosso.

Io sono il vicesindaco celebrante. Voi?”

“Noi…. saremmo i testimon..i” risposero in coro i deficienti.

“Ah…. mi avevano preannunciato un certo folklore. Un po’ di allegria non guasterà. Benvenuti.”

  

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