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Donne, du du du

Uomini si diventa. Donne si nasce.

No, stavolta i trans non c’entrano. Parlo di come gli uomini siano il risultato di un’evoluzione graduale del loro atteggiarsi, dove il risultato finale, salvo rari casi, non ha più nulla dell’origine infantile. Le donne invece nascono già donne. Il loro contegno femmineo, grazioso, dolce, ma  anche smorfiesco, malizioso e paraculo è presente già al primo vagito. La natura offre loro quest’arma micidiale da contrapporre al vigore fisico del sesso forte.

La determinazone, per esempio, è femmina. Le bambine non mollano mai e fino a quando non hanno ottenuto il risultato, continuano imperterrite il loro ballo gitano sugli zebedei paterni. I maschi hanno più misura, se non li hai viziati.

Il matrimonio, per dire, è una categoria che gli uomini fingono di non conoscere fin’oltre i trent’ anni. Le ragazze no. A 4 anni vogliono già accasarsi, siano esse disoccupate, ovvero parrucchiere, la professione femminile più ambita  in ambiti familiari di centro sinistra (veline per background più conservatori).

Ne ho avuto l’ennesima riprova stamattina, mentre andavo a recuperare la prole presso quell’accogliente ostello della gioventù che è casa di mia suocera.  Alle 7,30 una delle mie nipotine bionde, 4 anni abbondanti ma splendidamente portati, fa colazione con i baffi di cioccolata. Mi vede, sorride e mi svela di aver coronato il suo sogno:” Sai che ho dormito con il mio principe?”

I nove anni assonnati e principeschi del mio secondogenito scendono le scale, confermandomi la circostanza ineluttabile.

La sua espressione tradisce affetto e rassegnazione.

Appunto.

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Rivelazioni/4

E’ tardi, è tardi, veloce, veloce. 7,21 e hai ancora 9 minuti 9 prima di volare verso il centro. Cerchi le scarpe. Incroci quelle bianche cinesi da Elvis, ma il consiglio di amministrazione non gradirebbe vederti agghindato come Aghi, l’informatore di Starsky e Hutch e allora eccole lì quelle marroni coi lacci. Dai, veloce. Te le metti, tiri i lacci e SNAP. Sì, cazzolina, proprio snap e tu non ne hai di lacci di ricambio e non puoi cambiarti le scarpe perché con quel vestito marrone che altro ci vuoi mettere. Ti sovvengono curiose associazioni tra le divinità e gli animali e poi ti appare lui, un giovane Paolo Villaggio, con una smorfia di disappunto. Quella smorfia. Ti parte un riso convulso e allora scendi follemente allegro per condividere l’ilarità e la leggerezza di quella visione. Ma tanto lei non capirebbe. In quanto donna.

E allora eccola la quarta rivelazione.

Le donne detestano Fantozzi perché sono atavicamente destabilizzate dalla goffa debolezza maschile.

E ora torno nell’acquario umano. 

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Cambiamenti

Oh donna, se al mattino hai indossato dei fuseaux e alla sera ti sei sfilata dei leggings, allora hai avuto una giornata molto lunga.

Molto.

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Why, pecché, warum?

Perché mai le donne s’ invaghiscono perdutamente solo degli stronzi?

(esclusi i presenti).

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Quello che gli uomini non dicono

Valentina Maran, brillante curatrice delle pagine più spregiudicate del blog di Elle, ha accolto il nostro invito e ci ha svelato alcune delle cose che le donne non dicono (http://www.elle.it/elle/blog/valentina-maran/quello-che-le-donne-non-dicono)

Ricambiamo il favore, dall’altra metà del cielo.

Gli uomini non dicono quando un abito appena comprato vi ingrassa di culo o una gonna vi taglia le gambe o quel top vi schiaccia le tette. Non lo fanno perché l’unica risposta che volete sentire è: amore ti sta d’incanto. La verità spesso ve la svela invano lo specchio, ma rimettere in discussione la vostra scelta è devastante. Rimarreste scontrose tutta la sera e certamente si tarderebbe alla cena.

Gli uomini non dicono che siete ingrassate o che avete la cellulite. Non lo fanno perché gli piacete lo stesso e perché in fondo non sono difetti irrimediabili.

Gli uomini non dicono che state invecchiando. Non c’è bisogno di dirlo. Si può invecchiare bene o male, ma lo scorrere del tempo non dipende dagli esseri di questa terra. Inoltre, insinuare il tarlo che magari il vostro viso meriterebbe un ritocchino col bisturi, sarebbe poco carino e presenterebbe costi incompatibili con la crisi del momento.

Gli uomini non dicono che si farebbero volentieri un terzo delle vostre amiche. Ho detto un terzo perchè adoro le statistiche per difetto.

Gli uomini non dicono che bramano le vostre terga. Lo so che è una cruda realtà, ma non c’è uomo onesto che non abbia desiderato tuffarsi nei vostri  preziosi lombi. L’origine di tale pulsione la lasciamo spiegare al dott. Freiss, esperto di comportamenti sessuali nei discendenti dei macachi.

Gli uomini non dicono che spesso hanno voglia di piangere.

Gli uomini non dicono quanto significa affettivamente la casa in ordine, il bagno pulito, la lavastoviglie scarica e il sesso orale poco prima di andare al lavoro.

Gli uomini non dicono che adorano ricevere posta. E complimenti. E rassicurazioni. E sentire oddio quanto ho goduto (e ditelo, cazzo, ogni tanto).

Gli uomini non dicono quanta invidia provano per voi che potete nascondere i segni di una notte insonne con la cosmesi,  senza essere prese per finocchie.

Gli uomini non dicono che al cinema si commuovono e tocca scappar fuori nel buio dei titoli di coda.

Gli uomini non dicono quanto sono spaventati dalle donne aggressive, troppo intraprendenti o con disinvolti trascorsi  sessuali.

Gli uomini non dicono quanto si sentono immortali quando fanno dei figli e impotenti quando questi stanno male.

Gli uomini non dicono quanto gli stanno sulle palle tutti i vostri amici maschi, perchè gli uomini, quando serve a loro, sono tutti dei maiali.

Gli uomini non dicono quanto splendidi si sentono dopo i quaranta.

Ah no, questo lo dicono.

 

post riprodotto e commentato su elle.it http://www.elle.it/elle/blog/valentina-maran/quello-che-gli-uomini-non-dicono

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Il punto gigio

UOMINI!

Smettete pure di rompervi la testa. Abbandonate ogni ricerca. Cessate di dannarvi l’anima.

Sono migliaia di anni, sin dalle prime incisioni di Cosmopolitan nelle grotte di Postumia, che ce la menano con l’esistenza di questo magico bottone. Ci hanno preso in giro. Non c’è mai stato lo straccio di una prova scientifica che ne attestasse la presenza in qualche oscuro anfratto femmineo.

Secoli di sberleffi agli uomini volenterosi che ravanavano come ostetriche ubriache alla spasmodica ricerca del piacere femminile. Decenni di frustrazioni alimentate da farlocche testimonianze pubblicate su tutte le riviste patinate del pianeta.

Negli anni 80, al termine delle feste più riuscite, sentivi dire negli angoli più appartati: “Ehi non stai mica cambiando il carburatore al Fantic!” Che vergogna.

Nel 2003 due hacker australiani esasperati hanno addirittura craccato la playstation per tentare un’ecografia alle fidanzate. Ma niente.

Prendiamone atto una buona volta e gridiamolo a gran voce: il punto G non esiste. Interrompiano i cineforum e saliamo sul palco a gridare: il punto G è una boiata pazzesca.

Lo so: è triste, ma bando alla depressione. La scienza ci offre uno spiraglio.

La rivista scientifica giamaicana “ Blowing in the winx ” che da sempre si occupa di universo femminile, ha pubblicato lo scorso dicembre i risultati di una ricerca effettuata nell’Italia nord orientale. Lo studio ha evidenziato la probabile esistenza, in tre soggetti, di un punto nevralgico che si troverebbe tra l’ipofisi, le sorelle Ramonda e il telecomando di Sky: il punto GIGIO.

La prima donna sottoposta all’esperimento, dopo una leggera pressione sul punto gigio, avrebbe deviato il suo percorso dall’Ikea ad un sexy shop.

La seconda, intenzionalmente stimolata, avrebbe interrotto la visione di una fiction con Raoul Bova per dedicarsi al fantacalcio.

L’ultima, e qui l’esperimento per noi difetta di credibilità, alla proposta di dormire abbracciati, avrebbe risposto al marito: “eh no ciccio, stasera si tromba!”

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