Archivi tag: Berlusconi

l’intuizione del Pepper

Oh beh, in fondo è sempre istruttivo ascoltare le doglianze – più o meno strumentali – di chi subisce le supposte angherie del potere. E qui supposte mi acquisisce una simpatica quanto involontaria accezione che appositamente lascio per muovervi il sorriso.

Di questa foto si è detto di tutto: e il sigaro, e il posacenere,  e guarda il maglione, insomma una vera e propria scansione mediatica con asperrime polemiche su divieti di fumo, e poi la sudditanza, il buon gusto, la protervia e via di penna acida.

Il fatto è noto: il premier, sua eccellenza il ministro on. Umberto Bossi e il Governatore del Piemonte – avv. Cota – si recano in Veneto per far sentire la solidarietà concreta dello Stato ai popoli alluvionati. Qui raffigurata è la sosta in Prefettura a Vicenza per l’immancabile e attesissima conferenza stampa.

Ma guardiamola ancora questa foto. In essa si scorge il senso ( e vi concedo la doppia accezione veneta di senso quale sensazione e/o disgusto) di tutta la politica italiana degli ultimi anni. Il contegno dei personaggi ivi raffigurati è illuminante.

Ecco il Ministro per le Riforme. Come casa sua. Lui è in Veneto e come nel suo salotto indossa il cardigan fatto ai ferri dalla nonna Maria di Ponte di Legno e fuma il suo sigaro con tanto di capello arruffato post pisolo. Il messaggio politico che vuole trasmettere è chiaro: non rompetemi i coglioni.

Il Governatore Cota. Niente cravatta ma giacca scura, perché questa è la classe dirigente leghista di seconda generazione, casual ma laureata. Ma notate ora la postura inclinata verso l’Umberto. Questa e non il gesto di reggere il posacenere attesta imperitura fede e sempiterna devozione al padre putativo. Sbaglia chi la scambia per piaggeria, questa è gratitudine vera, è affetto smisurato, lealtà al capo supremo e credetemi, non scherzo.

Nonostante si siano cimentate al commento penne acute e illustri, la vera intuizione non l’ha avuta Gramellini sulla Stampa, bensì Peppermind su Friendfeed. Guardate il premier: semplicemente impeccabile. Camicia perfetta, polsini e collo inamidati. Abito scuro, impettito, istituzionale. Mentre l’espressione grave porta la preoccupazione del governo per il disastro subito dalle genti, il Pepper rileva – e qui c’è del genio osservatore – come il Cavaliere, con grande naturalezza e disinvolta plasticità,  mimi con le mani la cosa che maggiormente lo assilla.

E noi, seppur alluvionati, sul punto non lo si biasima.

 

 

(La medesima conferenza stampa tenutasi poi a Mantova)

5 commenti

Archiviato in il mondo

De gustibus

Se qualcuno ci chiedesse di fargli un massaggio a fine giornata, state sicuri che gli imporremmo le mani esattamente dove noi siamo indolenziti.

Se fossimo in procinto di produrci in un leggero petting - attività peraltro tipica del venerdì sera - ne uscirebbe il preliminare che noi gradiremmo ricevere.

L’approccio naturale verso gli altri è all’inizio automaticamente speculare: piace a noi, piace al mondo. Ma mica è egocentrismo, no. Diciamo assolutismo autoreferenziale. Insomma, le scelte che compiamo hanno il Nostro giudizio quale primo filtro inconscio e dobbiamo compiere un certo sforzo o quantomeno attivare la razionalità per chiederci se all’altro piacerà. Naturale non ci viene.

Nel corso di una giornata facciamo gli assolutisti mille volte. A tavola dire fa schifo è un giudizio personale assoluto, non mi piace è invece relativo e rispettoso dell’alieno  giudizio, magari pure opposto al nostro. Bleah.

Ammettiamolo: si fa fatica a riconoscere al giudizio altrui rango e dignità pari al nostro. A tutto concedere, ammettiamo che esistano gusti diversi, ma certamente detenuti da distratti, insensibili, ignoranti o leggermente deficienti. E ciò si riverbera nel rispetto che riserviamo agli altri.

Eh sì perché i gusti, in fondo, son sensazioni, pensieri, idee. E non considerare le sensazioni degli altri porta spesso a non riconoscere il valore delle loro idee. Ed è qui che il nostro essere democratici comincia a vacillare, sotto le spinte dell’intolleranza strisciante e sdegnosamente negata.

Certo, lo so bene che voi siete diversi. In gelateria lasciate che il ragazzotto che vi precede si faccia un cono puffo viagra senza insultarlo. Anzi magari gli sorridete pure.

Ma se votasse per Berlusconi?

11 commenti

Archiviato in il mondo

Esegesi di una minchiata

“Sono arrivato a Napoli un po’ in anticipo per una riunione politica che avevo in serata e quando il padre di Noemi mi ha detto che loro erano riuniti per festeggiare la ragazza e che il ristorante era a soli tre minuti dall’aeroporto di Capodichino, io ho verificato ed avendo un’ora di tempo sono andato lì. Sono arrivato con otto auto, tra polizia e scorta, sono entrato e subito sono partiti degli applausi. Di fronte a tutta quella gente non ho potuto non fare campagna elettorale e quindi ho iniziato fare foto con tutti, dai familiari ai gestori del ristorante. Ma io mi chiedo come sia possibile pensare che se fosse stato un incontro piccante ci sarebbero state tutte quelle foto e soprattutto io sono andato in un posto dove c’erano familiari, amici ed i genitori”.

“Sono arrivato con otto auto tra polizia e scorta”. E certo e con cosa vuoi arrivare: con la Skoda rossa a GPL di tua suocera? E che cazzo: sei o non sei Il Presidente? Me la vuoi fare l’entrata figa alla festa con sgommata e sirene spiegate, scendendo dall’auto blindata tra gli applausi? Sei un grande, vent’anni fa l’avresti fatta con la golf nera e il gel sui capelli. Dì di no? Che cosa? I poliziotti servirebbero per altri incombenti? Ma dai a quell’ora e poi a Napoli? Dai su. Puttanate di qualche Procuratore della Repubblica che vedrai che in giornata si incazza. Credetemi: è la solita congiura delle toghe rosse, alleate con le gazzette della sinistra e pure con quella gola profonda della Veronica.

“Non ho potuto non fare campagna elettorale e ho iniziato a fare foto con tutti”. Ecco, no dico: familiari o gestori del ristorante? Siete ancora affascinati dalla visita del presidente così affabile? Nooo siete sgomenti? Delusi? Vi sentite presi per il naso? Ma dove vivete? Questo è lo spettacolo, questa è la vita, poveracci che non siete altro. Lo so cosa state pensando. No. Non lo dite. Vaffanculo non è bello da dire. Maleducati.  

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

Habemus Papi

Stamattina: “ciao Papi”.

Lei mi fulmina con lo sguardo.

Cultura del sospetto o ciarpame senza pudore?

13 commenti

Archiviato in il mondo