Archivi del mese: aprile 2012

La Precedenza

In fondo è solo una questione di sguardi. Come l’amore. Affrontare correttamente un rondò alla francese impone una predisposizione all’empatia, allo sviluppo di una relazione fulminea. D’altronde, ogni cosa alla francese implica una immanente sensualità.

Insomma, giunti in prossimità del girotondo urbano, ecco la prima difficoltà: accedere al cerchio magico, perché una volta dentro  si potrà roteare maestosi pretendendo che ci venga ceduto il passo.

Ecco che assurge a chiave di (s)volta proprio lo sguardo: vi è da torcere il collo a sinistra e puntare gli occhi negli occhi dell’avventore motorizzato. Solo dalla sua espressione  si potrà intuire se tratterà la precedenza alla stregua della virtù di sua sorella o se invece dispenserà la dolcezza di chi annuisce con le palpebre, consentendoci graziosamente l’inserimento.

I piloti del primo tipo  strombazzeranno al primo cenno di avvicinamento al rondò, come un grido di guerra, aizzando l’imponente veicolo subumano alla conquista del diametro cittadino, compensando una triste quanto deficitaria virilità.

I piloti dolci arriveranno invece a diminuire l’incedere,  quasi felici di condividere la danza centrifuga,  fino a completare la piroetta e accomiatarsi  con un ultimo sguardo fugace.

Ma una volta all’interno dell’arcuata via, le insidie, si sappia, non sono finite.  Sovente si incrociano antiche utilitarie con nonnine coeve che si impossessano lentamente della precedenza, glissando -  insopportabili -  lo sguardo del re, come fanno i bambini, che si reputano invisibili sol perché tengono chiusi gli occhi.

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Ciò che Manzoni ha omesso di raccontare ai promessi sposi

1) All’interno delle fedi va inciso il nome. Solo che nella tua va inciso il nome suo e viceversa. Se non fai mente locale mentre le ordini, un anello farà malissimo e l’altro ballerà.

2) Il giorno del matrimonio non è il più bello della tua vita. E’ solo il più costoso, stancante e irrazionale, quello in cui i comunisti diventano borghesi e gli atei credenti, per un’oretta.

3) Durante la cerimonia le mamme piangono perché realizzano quante zie in più avrebbero potuto invitare.

4) Durante il pranzo non si fa tin tin sui bicchieri gridando bacio bacio perché è veramente poco chic, cazzo.

5) La prima notte di nozze è obbligatorio fare all’amore altrimenti il matrimonio è rato ma non consumato e, dopo tutto quello che hai speso, rischiare l’annullamento mi pare una minchiata.

6) Vivere insieme non è difficile, basta lasciarsi andare alla dissociazione schizofrenica e trovare il bagno come tu stesso l’hai appena lasciato. O viceversa.

7) Le suocere devono stare ad almeno due isolati dalla casa coniugale. Se per avventura avessero le chiavi, sarebbe solo per consegnarle alla polizia in caso di acceso litigio degli sposi con passaggio alle vie di fatto.

8) Per far finire un matrimonio bastano millecinquecento euro di avvocato: quindi darsi per scontati sol perché giuridicamente vincolati è come rilassarsi durante una crociera al Giglio.

9) Il segreto per un buon matrimonio è non smettere mai di baciarsi.

10) Il segreto per un buon divorzio non ve lo posso dire. Non gratis, almeno.

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