Oggi le relazioni sentimentali somigliano molto a un’anarchica partita di calcio, informata di poche regole, mal scritte e poco rispettate.
Non si capiscono gli schemi, e sopratutto son confusi i ruoli di chi attacca e chi difende.
Uomini intimoriti, attendisti, poco indipendenti si relazionano malamente con femmine spregiudicate, dirette, che spesso camuffano la voglia di unioni stabili con goffe richieste di sesso sporadico, che le lascia inesorabilmente sole e ancora più dure, dopo.
La mascolinizzazione delle donne ha reso più insicuri gli uomini e tra lei che ruggisce e lui che balbetta la comprensione scricchiola e il sentimento non decolla. Sarà bene trovare alla svelta nuovi linguaggi o alternativi quanto efficaci mezzi di comunicazione sentimentale, perché riscontro concreti rischi di fraintendimento nelle coppie in fieri.
Ed è inutile appellarsi all’intuito, perché insieme ai ruoli si son sgretolate le certezze classiche sui contegni relazionali. Oggi se una donna ti dice no, non vuol dire sempre forse, magari vuol proprio dire sparisci verme e se ti propone una ”botta e via” magari intende una botta e resta.
Forse, per progredire utilmente nell’approccio, sarebbe necessario trasmettere la progettualità, facendo capire al nostro spaesato interlocutore se vogliamo “stanotte” oppure “stanotte e forse domani”, che è già una dinamica di grande speranza.
Una certezza però mi rimane: che le donne continuano ad usare il sesso come il pongo. Lo plasmano e ci costruiscono delle cose; non si sporcano solo le mani.
In effetti questo è un problema che spesso mi pongo…
Ho sempre trovato esaltante il pongo, proprio perche’ si possono dare un sacco di forme e costruirci cose. Purtroppo a volte le cose vanno come le descrivi tu, e se ti trovi ad aver a che fare con rappresentanti del sesso opposto incapaci di giocare, non c’e’ pongo che tenga
non saprei da dove cominciare a rebloggare
goodbye !
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Personalmente non mi riconosco nel maschio balbettante ma in generale condivido quanto hai scritto.
Nessun uomo penso si faccia prendere o meglio si lascia abindolare da donne senza scrupoli,se lo fà questo vuol dire che piace anche a lui,cosciente solo di dare una botta e via,la donna è sempre stata e lo sarà sempre il sesso debole di ogni situazione gli viene posta davanti…vero anche che cè donna e donna…specialmente in questi ultimi decenni con l’arrivo prorompente di internet poi …tutti trasgrediscono,tutti approfittano,tutti ci provano e francamente per come stanno le cose si viveva meglio prima!
Ho imparato che se vuoi vedere un uomo scappare a gambe levate… basta parlagli d’amore…. A forza di lezioni di questo tipo… le donne stanno tentando di comprendere e di conseguenza imitare il genere maschile… Risultato? per una che si diverte in 100 si bruciano le mani…
Non siamo fatte per “i giri in giostra…” . A quelli ci arriviamo solo per disperazione!
La durezza è l’unica religione per noi sòle.
Trovo questa analisi tendenzialmente giusta, ma riduttiva; nella fascia d’età che si avvicina e cavalca i Trenta, il femmineo darsi senza pensieri è un morbo diffusissimo, forse motivato dalle delusioni precedenti -spesso chi è single intorno ai 30 è uscito, da poco o da tanto, da almeno una storia importante- che inducono ad andarci piano, prima di investire davvero in un rapporto; forse nel timore dell’età che sembra recare con sé le ultime chances di “divertirsi”, prima di rimettere (definitivamente?) la testa a posto; ma senz’altro, e questa è la prospettiva più avvilente, per qualcuna rappresenta la speranza di un viatico per un rapporto vero.
Fatto sta che, pur trovando ancora sfuggenti i contorni del fenomeno, iniziano a essermi chiari gli effetti: gli uomini sono così abituati al (tanto) sesso facile, che la prospettiva di cercare o farsi coinvolgere in qualcosa che sia qualitativamente “di più” e a lunga scadenza sembra sempre più un’alternativa antiquata e dispendiosa. E gli standard sociali si abbassano, inesorabilmente, e le persone, finita la notte di passione, sono, appunto, sempre più sole.
A 27 anni non posso non concludere che questo mondo, così, non mi piace per niente.
Diana
Oddio.
Ma lasciarsi andare al gioco senza interrogarsi sulle regole o i ruoli, no?
Siamo questo, eravamo questo, diventeremo questo o quell’altro.
Luoghi comuni.
Ognuno vive la sessualità e i rapporti come meglio crede e le generalizzazioni odorano di alibi.
Sesso, amore, responsabilità : sono poco più che parole.
Ci siamo solo noi. Ci tocca giocare la partita.
E io mi diverto anche.
Ah, quanta nostalgia di quele bele storie d’amor d’una volèta. Ah, quanta malcelata delusione per le spregiudicate e ciniche done dei nostri tempi. Però, ricordiamocelo, le storie di una volèta non erano l’età del vello d’oro di Giasone, e spesso finivano con le pastoie alle caviglie di entrambi. Non che oggi non succeda, però…