Archivio Mensile: marzo 2010

mich, in sintesi

Magari subito ti appare algida, o addirittura altera, finanche saccente; però ha un suo modo malinconico d’esser torinese, quell’ombra cupa delle Alpi che lei definisce sabaudade. La leggi, la guardi, l’ascolti e t’accorgi che sembra non aver bisogno di nulla. E l’appagamento si fa contagioso e s’accompagna ad una serenità profusa agli … Leggi l’articolo completo

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free hugs

Fino all’altro giorno non lo sapevo. Ora lo so e la cosa mi rallegra. Esiste un movimento spontaneo che offre abbracci gratis ai passanti, così, da sconosciuto a sconosciuto. Quei ragazzi non raccolgono offerte, non vendono azalee, non chiedono sottoscrizioni per … Leggi l’articolo completo

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farfallismo trentennale

Ci son persone che vivono in punta di piedi. Non sbattono le porte;  le sbaciano dolcemente curando che i suoni prodotti non offendano. Non alzano la voce, perché han concetti con la forma dei sussurri e il peso delle pietre.   Affidano allo sguardo … Leggi l’articolo completo

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Rivelazioni 11/ Suoni

Mi succede, a volte, di trovarmi in posti che raggiungo in virtù di oscure combinazioni spazio temporali: la Silvia, in genere. Alle 19.16 di sabato scorso, per esempio, ho realizzato di trovarmi a Reggio Emilia, in una biblioteca, ad ascoltare Giuseppe Bellosi che … Leggi l’articolo completo

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scherzetti

Conosco una persona perennemente morente. Combatte invano l’acronimo che punisce letalmente i vizi del passato, tanto che ogni ricovero par sempre l’ultimo. Ormai ci si scherza su, del badile che tiene in giardino, per seppellirci tutti. E spesso il suo sorriso consumato ti strombazza ai semafori; ogni … Leggi l’articolo completo

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Kiss!

Mica ce l’aveva la disco, l’Albergo Italia. Ci si arrangiava con la taverna di  montagna, dotata di stereo accettabile e bar professionale. Ci pensavo io, quale ripetente dal ciuffo maledetto, a somministrare musica e cocktail ai compagni di scuola in settimana … Leggi l’articolo completo

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pc cilly

Il vaio rosso ultimamente ha la tosse. Raucedine ventolosa, vampate di calore, mi pare svogliato, batteria a terra, insomma campanelli d’allarme che chi lo sfiora ogni giorno sa riconoscere. Da sabato perde i sensi. Zot. Buio e tanti saluti. Sempre più spesso. Lo vedo spento, come. Allora oggi … Leggi l’articolo completo

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