Last night a DJ…

Gli amici ventenni o appena trentenni mi sa che si son persi l’età romantica dell’ellepì. Il 33 giri in bakelite che dovevi girare sul più bello, la polvere da togliere con strumenti in panno rosso antistatico e poi la puntina da abbassare con leggerezza d’ali per sentire quel suono morbido ma fritto, magari interrotto dagli strisci provocati da maldestri fratelli minori, con ripetizione e salti improvvisi delle note. Oppure i 45 giri ascoltati fino alla morte del timpano per asfissia.

Certo, per creare l’atmosfera mentre approcciavi col tuo amore di turno, l’interruzione ogni 20 minuti infastidiva alquanto, ma sopperivano magicamente le cassette, direi C90 con autoreverse – che un’ora e mezzo mi pareva bastasse per amoreggiare – e naturalmente al cromo, per i cultori del suono. Sconsigliate le C120: affaticavano il motore della piastra (mangianastri no per favore) con agghiacciante arrotolamento del nastro magnetico attorno alle testine e annesse saracche ben poco musicali mentre tentavi di riavvolgere la cassetta con una matita.

Attaccare l’Ipod e scoprire di avere due settimane di musica ininterrotta non fa certo rimpiangere il passato, ma per far ballare la gente il vinile rimarrà insostituibile for ever and ever. O yea. Tuffiamoci in disco per un attimo. Anzi se ce l’avete mettete  su “Disco Inferno”, così ci capiamo. Allora innanzitutto il bravo DJ ti mixava i pezzi che proprio non te ne accorgevi. Aveva due piatti (giradischi no, per favore) con un cursore per accellerare o diminuire la velocità. Mentre un disco andava,  il diggei sentiva il pezzo successivo in cuffia (ecco perché le cuffie solo in un orecchio), portava la canzone alla stessa velocità della prima tramite il cursore, sceglieva il momento per sovrapporle e poi lentamente o a strappo le mixava, scemando la prima. Magari poi te la rimetteva un attimo per farti risentire i fiati o il ritornello o un coro, per darti l’illusione di un unico infinito e travolgente pezzo.

Si usavano dischi appositi: i cosidetti mix. Vinili grandi che però giravano a 45 giri, contenenti le “long version”, ossia versioni con lunghe parti strumentali o intro infinite per consentirti la compenetrazione dei brani.

Mentre oggi i lettori cd hanno un display che ti segnala i battiti per minuto del pezzo (bpm), allora la difficoltà o meglio l’abilità stava proprio nello scegliere brani che avessero velocità o ritmo simili. Il cursore poteva intervenire limitatamente sul tempo e così i più arditi Diggeis – tra cui l’avrete capito immeritatamente m’includo – se s’impuntavano che quel pezzo doveva entrarci, intervenivano col dito per frenare il ritmo o per imprimergli maggiore velocità. Ah e poi c’era il preavviso. Far sentire un pezzettino del brano che stava arrivando, poi toglierlo, poi rimetterlo, un po’ come si fa nel sesso quando hai capito come si fa.

Insomma, se oggi sento Like a Virgin, non posso non cantarci sopra gli Industry. Con le pause di Kiss di Prince, mi parte automatico il riff di Long Train Running.

E ai primi archi che facevano da contrappunto al basso di Billy Jean continua a venirmi la pelle d’oca.

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29 commenti

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29 risposte a “Last night a DJ…

  1. la organizziamo una serata di balli e canti, tu fai il dj. Ci vuole il posto giusto, sufficientemente anni ’80. Che ne dici?

  2. E me lo domandi? Gherappa gheronappa

  3. Bello, mi ci hai fatto entrare in quelle alcove da limonaggio (da pincio no per favore). Ma noi, che si andava a new wave, no wave, punk e mod, si ignorava tutta questa meraviglia. Perfino i Dire Straits trovavo insopportabili, pensa che giovinezza disperata.

  4. elena

    che aspetti a tornare sui piatti?

  5. io ho 32 annik e il vinile l’ho vissuto… ricordo i miei dischi e per sentire una canzone in particolare dovevi individuare il solco giusto per l’inizio della canzone e magari riprovare più volte…altro che il clik dell’ipod :)

  6. sid

    no ecco! anche diggei io non ti immaginavo. post da oscare! alcuni passaggi geniali. particolarmente apprezzato quello del sesso quando hai capito come si fa. ma vabbè, conosciamo la commentatrice. :)

  7. io avevo un coso che si metteva nel centro del piatto potevi impilare 5 o 6 33.
    Quando una facciata era finita la puntina tornava indietro e meccanicamente il 33 successivo scendeva sul piatto e si ascoltava un altra facciata di un altro 33.
    Più o meno ti assicuravi un ‘oretta di musica continua
    (scusa ma non riesco a descrivere il meccanismo meglio di così) :)

  8. …saved my life
    You gotta get up
    you gotta get in
    you gotta get down girl

    Che periodo che mi hai fatto ricordare!!!

  9. io invece che sono una splendida quasicinquantenne ricordo che uno dei miei primi elleppì (quelli più vecchi li chiamavano padelloni, ma eran vecchi, loro) è stato Selling England by the Pound dei Genesis, e siccome The cinema Show saltava io la ricordo così: and there is in fact/and there is in fact/and there is in fact/and there is in fact/more earth than sea.

  10. Alba

    Sì, quella del “un po’ come si fa nel sesso quando hai capito come si fa” è veramente geniale.. da splendidi quarantenni.

  11. (Ecco, anche se qualcosa – o più di qualcosa! – di tecnico mi sfugge, io ti leggo veramente affascinata! …E sostengo vivamente la proposta della Fata!)

  12. @ matteo: lo so, tu eri più da British Invasion, roba da fighetti. Noi ci si impelagava col funky;

    @ elena: ma quella è mia nonna!

    @ gabry: poi ci prendi mano coi solchi del vinile

    @ sid: essì pure diggei! chettedevodì.

    @ john: quel marchingegno lì era roba da ricchi e serviva per la copula in santa pace. Invidia…

    @ Nastja..can you tell me when my country lies…

    @ alba: che almeno l’età serva a qualcosa.

    @ Laura: la giovane età in questo caso non ti aiuta, ma credo che i vinili mixati sui piatti siano tornati in voga.

  13. Ecco, quelle cose che dici sui missaggi me le ricordo bene per aver provato a farle pure io (ma mica con ‘sti gran risultati, eh, che io un virtuoso dei piatti mai stato)… ieri passando fuggevolmente da Ricordi, in duomo a milano, ho visto che il settore vinile è stato ampliato e messo in posizione più di pregio (è un fatto che le vendite dei cd sono da tempo in picchiata e quelle del vinile no)… mi ha fatto strano.

    There’s not a problem that I can’ t fix. Cause I can do it in the mix

  14. Ebbene si, è quasi scesa la lacrimuccia, non per l’età che anzi dà le sue soddisfazioni, ma per i miei vinili massacrati dal fratello e l’invidia per gli amici che avevano un Lenco o un Technisc a trazione diretta ed io unn misero Philips a cinghia …

  15. @ andrea: tornare al vinile sarà comunque dura per la musica in genere. Per la dance, invece, direi che è insostituibile.

    @ bonebag: che ti credi pure io andava scrocco dei Techics. Però come giravano loro. ah…

  16. strega61

    i cari vecchi padelloni …. ah !!! i miei li ha (spero) ancora mio fratello chiusi in qualche scatolone in cantina e prima o poi me lo compero un bel giradischi e me li vado a riprendere …
    E i dj che nemmeno sapevi che faccia avessero, ma erano i principi azzurri per tante tantissime di noi 16enni
    Che bei tempi !!!

  17. stefano

    Poetico soprattutto il riferimento al cromo: ricordo che entravo nel negozio e chiedevo le tdk da 90 rigorosamente al cromo. Non avevo idea della differenza tecnica rispetto alle altre, so solo che se non erano al cromo non le acquistavo. Potenza delle parole e del loro passaggio

  18. Mio dio però quanto pesano le casse di vinili quando devo andare in giro a girare due dischi… E i technics stessi, portati a mano, se spezzano la schiena dei quasi quarantenni, accidenti.

  19. @Splendido:ero troppo giovine per apprezzarne le possibilità che dava. Ne approfittò mio fratello. :)

  20. @ strega61: i dj migliori han 50 anni comunque….

    @ stefano: io in quelle al cromo ci registravo solo cose rock di valore. Costavano ben più delle altre, però avevano la confezione dorata che ammiccava.

    @ effemmeffe: dimmelo che sei un dj vero: DIMMELO!

    @ john: il mezzo giusto al momento sbagliato, insomma

  21. A me va bene tutto… basta che i diggiéi non dicano che “suonano”!
    “Stasera suono al Big…”
    No, caro.
    Semplicemente, NO.

  22. @ arcureo: è colpa della povertà della lingua inglese. Traducono semplicemente play. E poi molti creano, associano strumenti, batterie elettroniche, computer. Dài non farmi il purista conservatore

  23. No no… non si tratta di purismo, si tratta del fatto che troppo spesso quando spunta il computer, spunta la playlist già fatta in partenza, e il diggiéi sta lì a trabattare facendo finta di fare, in realtà.
    Poi ci sono quelli che fanno anche il delirio, certo, ma sono pochetti (e di solito solo nei locali veramente in).
    E comunque si sta anche perdendo l’arte del mixaggio. Chiedi alla Sid del DJ che c’era al Big l’ultima volta che c’è andata.
    Il mio gatto avrebbe fatto di meglio!!!

  24. IL TUO GATTO? Devo aspettarmi le trattorini diggei?

  25. Ocio! Non osare attribuire a me la patria potestà delle trattorini che sennò la Sid ti scuoia vivo e ti ripassa nel sale grosso!!!! Il mio gatto è quello che sta da mia madre e che ogni tanto ospito a casa mia…
    Lui

  26. Stressa

    Questo post mi ha riportato alla mente un episodio di quando ero ragazza e portai in regalo a mia nonna il”mangiacassette” che solo a spiegarle il funzionamento del play, avanti, indietro, stop, pausa ci impiegai una giornata! La lasciai poi con la netta sensazione di averle fatto un dispetto, non un regalo…”questa roba moderna…ma non sono più semplici i dischi, che li metti su e finisce lì?”, è vero e che magia che avevano, nonna, con quel “suono morbido ma fritto”…Grazie e complimenti!

  27. m

    Ho una stanza piena di vinile, ma è da anni che non li ascolto più. La purezza e la portabilità di un emmepitre resta a mio avviso impareggiabile. Condivido e suggerisco l’ascolto saltuario di un buon vinile, ma diciamoci la verità, è un’operazione da feticisti nostalgici.

  28. @ Arcureo: la aspettavo la Sid qui a urlare ma niente ancora;

    @ stressa: anche guardarsi allo specchio a volte è da feticisti nostalgici, eppure..

    @ m: il suono del vinile è impareggiabile però. Solo mezza manetta di volume in più.

  29. Cristiano

    ancora un’altra piacevole sorpresa bazzicando il tuo blog. :)
    In qualità di alchimista sonoro volevo segnalarti un mashup(*) audio che fonde “Last night…” degli Indeep a “Billy Jean” di Jacko. La puoi trovare qui (è la prima nel player):

    http://www.myspace.com/somniumliberalcarme

    scusa l’entrata a gamba tesa ma era una casualità troppo ghiotta per non approfittarne, viste le assonanze tra ciò che scrivi e ciò che suono.

    summa cum admiratione
    acchiappasuoni 68 :)
    ——————————————————————
    (*) mashup: disciplina multimediale che fonde due o più brani (spesso anche i rispettivi video) in un terzo diverso superiore alla somma dei primi due

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