Archivi del mese: dicembre 2009

Love is in the year

2009:

ho scritto

e ho conosciuto

ho amato

e ho goduto. 

Vorrei che questo simpatico contenitore per i prossimi giorni diventasse un enorme letto dove le anime blogghe, prima dello scontato amore di gruppo, si sedessero in pigiama, con la tisana fumante in mano, a raccontare una cosa buona che gli è successa quest’anno. Una, almeno una.

Al posto della tisana si può optare per una sambuca ghiaccio e mosca. Cioccolata calda no ché macchia le lenzuola.

Accomodatevi.

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Ah ecco…

Cena della vigilia tra trentasei pochi intimi. Salmone dell’Alaska, zuppe della cognata, seppie e bacalà, e poi mostarda e mascarpone. Per finire: formaggio, perché come diceva Shakespeare “mouth is never tired ’till it tastes of cow” (la boca no a xe mai straca se no a sa de vaca).

Alla mia destra un amico che non vedevo da tempo mi pare pallido, smunto, triste anche. Gli chiedo se sta bene e lui parte a raccontarmi del suo colesterolo impazzito e della dieta ferrea a cui i sanitari l’hanno sottoposto. Soffre l’uomo, perché la sue quotidiane proteine sono state soppiantate d’imperio da immense insalate condite con olio di riso e spaghetti in bianco.

Al racconto del dessert di yogurt magro, poco dopo aver appreso che nemmeno il petto di pollo alla piastra gli è concesso, i commensali sono visibilmente commossi, io stesso perdo il sorriso, prima indotto dalla simpatica verve dello smunto. Ad un tratto, dopo una breve pausa per riempire i calici di Cabernet dei Colli, l’ex proteico ci confessa sommessamente di sognare spesso cotechini farciti di broccolo fiolaro e gorgonzola spalmato su pane all’olio. Omette per decenza le polluzioni notturne che tali visioni oniriche certamente gli inducono. Ammette invece che il giorno del suo compleanno ha ingurgitato per tutta la giornata i piatti dei suoi sogni, godendo come un levriero pezzato del salento.

La tavolata si stringe intorno al poveretto. Chi suggerisce di ricorrere alla chimica, chi lo consola ipotizzando un solo trimestre di privazioni per poi tornare ad una dieta magari più equilibrata, chi saggiamente gli consiglia di cambiare il dietologo allievo del dott. Mengele.

Io, contrito, mi scaglio contro la genetica che rende intere famiglie schiave del colesterolo cattivo. Poi, per pura curiosità gli chiedo: “senti ma quante volte mangiavi carne in una settimana?

Due volte al giorno.”

A Natale vaffanculo non si dice, ma se lo pensano in 35, il destinatario se ne accorge.

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Buon Natale eh

 

 Avrei voluto scrivere un post, ma questa si è posizionata sugli splendidi zebedei.

E allora Buon Natale, che poi ci riprovo.

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argent de porsche

“Papi, la mamma ci deve 300 euro.”

“eeehhh?”

“Sì, 100 a me e 200 a Ric.”

Con questa denuncia, resa sì da minore, ma ritenuta attendibile per la particolare relazione della parte lesa con l’imputata, ho realizzato con sgomento ciò che sospettavo da tempo e che mai avremmo voluto sentire in una famiglia di nobili e rispettate origini.

A pensarci bene, dall’introduzione dell’euro, mi svuoto regolarmente le tasche di ragguardevoli somme di metallo che ripongo alla rinfusa sul comodino nuziale. Al mattino, esse d’incanto svaniscono. Un po’ come la formichina, ma al contrario. Solo che sul comodino non trovo manco i dentini, sì e no le monetine da 5 centesimi. Non ci avevo fatto caso ma le sparizioni nell’ultimo periodo afferiscono con maggior frequenza alle monete più importanti, quelle che varrebbero 4mila scarse del vecchio conio. Dev’essere la crisi.

Ho fatto quindi 2+2 (euro) e ho contestato l’ammanco alla maggior sospettata, la quale, candidamente, ha ammesso di utilizzarle per i parchimetri del centro. Pena sospesa perché incensurata.

Ora, immaginate per un attimo la giuria popolare mentre ascolta la pubblica accusa: “Sì signori della giuria, avete compreso correttamente. Quella donna ha rubato per mesi forse addirittura per anni le misere paghette dei figli, creature innocenti che ella stessa ha generato. 10 euro, 20 euro 50 euro. I regali dei nonni, capite, le mancette che i piccoli trovavano in quelle anonime buste bianche sotto l’albero, i proventi dei dentini caduti, le comunioni, i compleanni. Tutto. Ha svuotato tutto. E quei nonni, quei nonni, ora, non ci sono più. So, signori della giuria, di scuotere i vostri animi di timorati genitori ma nel giudicare l’imputata non fatevi ingannare dal bel visetto, e concentratevi invece sul contegno che non ho timore a definire ABOMINEVOLE.”

Ebbene, domenica, vinto lo scoramente per la notizia appena udita, ho interrogato il secondogenito, bocca della verità, sulle modalità presunte della distrazione dei fondi.

Mah, ogni tanto prende qualcosa e lascia dei bigliettini. Ah sì, certe volte si tiene il resto dei regali che facciamo alle nostre cugine!

Sono un uomo distrutto.

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Anche no

In un post recente sul blog dei felicementi disadattati avevo citato Morgan quale archè del talent show che inizia con la X e finisce per factor. Quando ho saputo che l’istrionico artista avrebbe partecipato ad una nota manifestazione canora ligure mi son detto: beh ma ci sarà l’intellighenzia della canzone italiana per indurlo a mischiar la sua ugola a quella kermesse nazionalpopolare.

E infatti guardate un po’ chi allieterà le serate sanremesi:

ARISA con ‘Ma l’amore no’
MALIKA AYANE con ‘Ricomincio da qui’
SIMONE CRISTICCHI con ‘Meno male’
TOTO CUTUGNO con ‘Aeroplani’
NINO D’ANGELO con ‘Jammo j…’
IRENE GRANDI con ‘La cometa di Halley’
MORGAN con ‘La sera’
FABRIZIO MORO con ‘Non e’ una canzone’
NOMADI Feat. IRENE con ‘Il mondo piange’
NOEMI con ‘Per tutta la vita’
POVIA con ‘La verit… (Eluana)’
PUPO, EMANUELE FILIBERTO con il tenore LUCA CANONICI con ‘Italia amore mio’
ENRICO RUGGERI con ‘La notte delle fate’
VALERIO SCANU con ‘Un attimo con te
SONHORA con ‘Baby’
MARCO MENGONI (vincitore di X Factor ovvianmente ancora senza canzone).

Ecco Toto Cutugno, Nino D’angelo e Povia nello stesso show sono anticostituzionali, ma Pupo che mi canta con Emanuele Filiberto rasenta il momento eversivo.

 

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Present perfect

E’ solo un pensiero.”  

Ecco. Così solitamente giustifichiamo con malcelata vergogna l’esiguo valore economico di un dono. Se costa è un regalo, altrimenti degrada a mero “pensiero”.

E invece é tempo di rivalutarli, i pensieri, e di regalarli veramente, che non son bagatelle, frivolezze e cazzatine: se ti regalo un mio pensiero significa che ho meditato sui tuoi gusti, a ciò che hai, ho voluto farti ridere o piangere e ho sintetizzato una sorta di piccolo giudizio su di te. Magari rischiando di sbagliare, ma mettendomi in gioco, e dimostrando che ci tengo, a te.

Il pensiero è un concetto. E’ tempo tolto a noi stessi. E’ una riflessione sul prossimo che colma per un attimo i suoi vuoti.

Saranno i miei due capelli grigi sulla tempia sinistra, sarà che mi sto stancando dell’ipocrisia, sarà che rincorrere il denaro non mi diverte come un tempo (quando c’era qualcosa da rincorrere), ma quest’anno ho diffidato tutti dal prodursi in strenne economicamente rilevanti e impersonali: per me, eventualmente, solo pensieri, lettere, sacrifici, idee, emozioni, libri che leggerei, canzoni, Tshirt usate, torte fatte in casa, cene, notti di fuoco (intese come volontariato nei pompieri).

Non sai cosa regalarmi? Significa che non mi conosci o non hai tempo di pensarmi. E allora astieniti.

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Vola, colomba

Ho cenato in un posto dove, dopo il caffè, volavan le spose.

Nel senso che c’erano giovani pulzelle sorridenti agghindate con una coroncina in testa e un litro di rosso in corpo che da sopra il tavolo si lanciavano a volo d’angelo sugli astanti sconosciuti. Questi si disponevano solerti in improvvisati cordoni di accoglienza, affratellandosi mani e braccia. Così organizzati, e ancheggiando al ritmo di meoamiguciarlibraun nell’orrendo medley di capodanno, assecondavano le sposette volanti, affinché il nubilato non si concludesse in tragedia sul lurido pavimento della trattoria.

Una, raccogliendo l’ultima pudicizia, poco prima del lancio ha aperto le ali e ha biasicato: “fioi, mi me buto ma no ste tocarme e tete” (trad.:” o miei giovani amici, mi affido a voi implorandovi di astenervi da lascivi sfioramenti”).

 

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Rivelazioni/8 – il tradimento

About Adam. L’ho visto ieri sera con Agata spalmata sull’addome (pancia è anacronistico).

Adam è un figazzo irlandese munito di Spider Jaguar d’epoca che fa innamorare contemporaneamente tre sorelle, intrattenendo gli afferenti congressi carnali. Sposerà la bionda (che novità) e poco prima del tormentato sì, rifiuterà, sereno, la confessione della nubenda, fedifraga pure lei. Che ognuno si tenga i suoi segreti, le sussurra lo scaltro Adam guardandola negli occhi sognanti. E con quelli che conserva lui, non è che lo possiamo biasimare.

La gatta mi guarda. Io penso.

La gatta mi ama. Io realizzo.

La parte più vile del tradimento è la confessione.

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Uomini duri/ 2

Ah.

Alla faccia di chi credeva che avrei ceduto.

ah.

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