Rivelazioni/ 7 – la felicità

La felicità non è un sentimento qualitativo. Non è che ti definisci felice sol perché i tuoi momenti di letizia sono particolarmente intensi.

A ben vedere non si tratta nemmeno di un sentimento quantitativo. Non basta avere reiterati lampi gioiosi per essere felici.

Sentirsi felici, infatti, non é essere felici. La prima è una percezione piacevole ma inesorabilmente transitoria, la seconda è una qualità dell’esistenza.

Forse, l’ottica corretta è quella di considerare la felicità come l’ottimistica dilatazione nel tempo delle sensazioni di gaudio.

Allora, non è felice chi gode, ma chi è convinto che godrà ancora.

~ di splendidiquarantenni su 11 Novembre 2009.

19 Risposte to “Rivelazioni/ 7 – la felicità”

  1. Allora sono felice

  2. è da ieri che medito anch’io su questa cosa della felicità (ci medito periodicamente a dire il vero). non penso si possano dare definizioni, per quanto la tua funzioni. poi mi è venuto in mente che in francese “felice” si dice heureux, la stessa parola per indicare “fortunato”. che poi esistano dei fortunatissimi pefettamente infelici è un altro discorso.

  3. se la libertà è partecipazione, la felicità può esser invece anche un sentimento solitario, non solo condiviso. E’ un lampo, che ognuno vive a modo suo. Ma saperlo vedere e ricordarselo, sì, ci porta ad inseguire la voglia di averne ancora. no? :)

  4. anche io allora son felice.

  5. Anche io ci penso da ieri dopo aver letto il post di Sid e mi hai rubato le parole di bocca

  6. Credo di sì, tenersi aperta la possibilità di quell’ ancora è già felicità.
    E’ dirsi che malgrado i rischi, dal temporale al pazzo ubriaco che ti investe e nemmeno si ferma, si è ancora disposti a transitare su quella strada.

  7. Bellissimo!
    Mi ricorda tanto l’idea di “speranza” del buddismo, che non è la speranza di chi non sa ma spera, ma la speranza come convinzione e certezza della felicità futura.
    Ri-Bellissimo!

  8. @ Sergio e Chiara: ma siete felici insieme?

    @ mich: non a caso “fortuna” in latino era una vox media e significava sorte, sia favorevole che avversa.

    @ fatacarabina: e ancora ancora e ancora.

    @ scritto: non volevo toglierti le parole di bocca.

    @ Elle: l’ubriaco ti investe e tu cammini di nuovo su quella strada: A volte ritornano.

    @ Elena: grazie. Sul buddhismo sono impreparato:
    vuoi consigliarmi anche tu delle letture?

  9. @SQ: eh che stai a sottilizzare tu! io ho scritto un commento, mica una sceneggiatura per Spielberg…

  10. Santone Sai Baba.

  11. Credo che sia una delle poche cose che si definiscono per difetto: sai quando non lo sei, di conseguenza capisci che in altri momenti lo sei stato.

  12. bella Sancla. Mi sei arrivata. Sul serio

  13. e mentre ci sei inizia a prenderti l’ansia perchè sai già che presto non ci sarai più e allora ti perdi anche quel momento e allora non sei più felice … e poi ti inc… quando non lo sei più perchè dici “ma cavolo!! ero felice e non me la sono goduta” e allora ricominci …. certo che siamo veramente furbi !!!

  14. strega61: coraggio però, dai!

  15. La felicità contiene in sé anche una certa dose di ingenuità.

  16. periodo post “felicità non goduta a pieno” …

  17. Felicità è tenersi per mano e andare lontano, la felicità.
    Splendido scusa: avanzi una bottiglia di vino buono e costoso per questa citazione. Anche se a dire il vero, a rileggere il testo oltre che a te devo dare ragione pure ad Albano e Romina.

  18. @ M: anche l’ottimismo ne contiene, di ingeuità.

    @ strega61: ah, mi spiace..

    @ Matteo: che sia molto buono e mooooolto costoso

  19. belle le tue definizioni di felicità,
    allora io forse non sarò più felice?
    la felicità è saper godere di quello che si ha, credo…

Lascia un commento