Archivi del mese: luglio 2009

Autan 3

Non ci avevo mai riflettuto prima, perché fortunatamente io, nonostante abbia superato i trenta, i capelli ce li ho ancora tutti belli folti svolazzanti come Azzurro di Shrek.

Comunque, dicevo, che non ci avevo mai fatto caso prima, ma effettivamente i calvi, l’autan, se lo devono spruzzare anche in testa.

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Nice cream

“Che gusti mi consiglia?”

 ”Bacio banana…tiramisù, cocco”

……..?

Ma sono io che me le cerco?

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Quesiti

 ”Ma senti, tu che hai l’aria di saperne, è possibile trovare compagnia femminile su internet?

Sì, ma l’aria di saperne di internet, di donne, o di donne su internet?

Cioè: sembro un internauta, un piacione o un puttaniere elettronico?

Perché prima di fare i complimenti, la gente non pensa?

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Voglio una donna

Voglio una donna.

Di servizio.

Sono seminudo e caldo, perché l’aspirapolvere caccia fuori calore.

Con  le mani umide e profumate di limone accarezzo le linee bianche dei sanitari e a volte mi spingo fino a dove si specchia l’intimità.

E scopo, scopo un sacco di sabato, perché i peli del cane mi intasano il filtro.

Io non sono macho. Sono mocio.

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Gratitude

A volte, in una sola giornata, si sommano cose inattese che ti riempion gli occhi di buon umore, che è fratello della speranza e cugino della felicità.

Sba, Lele, Elle che ti leggono ad alta voce, Laura che ti abbraccia coi suoi abbronzati silenzi, la Mitia che ti massaggia l’ego di parole, le anime blogghe che si rileggono, si specchiano e si commuovono, Matteo che ride di gusto, dimentico per un attimo dei colori della tua voce, e  Chiara che sfama tutti d’amore ricambiato. 

E poi succede che la più coccolata si ubriachi d’affetto catalizzato e, quasi incapace di gestire lover-dose, brandisca ciechi fendenti, scomponendosi in viziate istanze d’amor ingordo.

Commuove anche questo, se sei splendido.

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A Silvia

E’ la prima volta che scrivo una poesia.

Quasi mi vergogno del vostro giudizio, ma vi imploro clemenza.

L’ho fatto per il compleanno di una cara amica e so che mi perdonerete qualche ingenuità.

Ecco, fa così, ma non mi prendete in giro eh?

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi? 

Sonavan le quiete
stanze, e le vie d’intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all’opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno. 

Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno. 

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi? 

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore. 

Anche perìa fra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovinezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi,
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.  

Ecco. E’ questa. Secondo me è carina.

Buon compleanno, Silvia, catalizzatore d’affetti.

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U.S. Band Live Show

Ce l’abbiamo fatta.

Siamo riusciti a riunire i nove musicisti più in forma del panorama nazionale, strappandoli per una sera ai loro tour in giro per l’Italia con i vari De Andrè, Fiorello e compagnia cantante (è proprio il caso di dirlo).

Sabato 18 luglio dalle ore 22 (già mangiati)  risuoneranno nell’incantevole conca dei Colli Berici i fiati nitidi e imprescindibili dei Carollo Brothers (Gianluca e Gianmatteo), il sax erotico di Bigasax (Giovanni Bigarella), le congas caraibiche di Valerio Galla, i rullati oceanici di Francesco Corona, il basso pizzicato del bellissimo Pezzin, la chitarra con l’anima di Sergio Borgo, la tastiera mai doma di Giuliano “Puzzle” Pastore, il tutto per assecondare il graffio vocale dell’immenso Mauro Donà.

Più che un evento, un’esperienza. E come tale, potenzialmente irripetibile.

U.S. Band Live Show – sabato 18 luglio 0re 22. Pane e Tulipani a Torri di Arcugnano (VI)

http://www.paneetulipani-wr.it/   Gradi gps: N 45.49152° – E 011.53263°

http://www.myspace.com/usbandlive

foto us band

Bello ‘sto promo. Quasi quasi mi butto nella pubblicità..

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art. 15

Art. 15.
(Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47).
1. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;

omissis

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente:
«Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».

Sottolineati,  i due punti deboli del disegno.

1) Sito informatico, giuridicamente, non vuol dire nulla se non sito che si occupa di informatica.

2) l’autore dell’offesa che si avvale della procedura può chiamarsi solo Tafazzi.

Se il ddl passa così, siamo in una botte di ferro.

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anime blogghe

Sono anime senza pelle, i blogger.

Li scovi nei blogroll altrui, tra un impegno e l’altro e succede che te li bevi a piccoli sorsi, gli rosicchi un po’ l’anima, ti appropri delle loro paure e dei loro sogni. E loro te lo fanno fare: ne hanno bisogno.

Si schiudono in modi diversi, il loro about è il viso truccato, ma nei post intimisti scopri chi sono e chi vorrebbero essere, cos’hanno perso per sempre, cosa li atterrisce, cosa li fa godere.

Sono tutti delusi, i blogger. Sono insoddisfatti dall’ipocrisia della conoscenza fisica, dall’apparire a discapito dell’essere, dal dover avere a tutti i costi. A volte sono esausti della quotidianità e si rifugiano nel loro circolo virtuale, che è privo di vincoli e quindi non tradisce.

Sono sognatori, i blogger. Vorrebbero scrivere di professione e camparci e farci i reading e leggere montagne di libri invece di lavorare o accudire; sono artisti intimiditi dall’apprezzamento delle proprie opere, oppure attanagliati da una disperata solitudine capace di fargli produrre strazianti scorci di sofferenza.

Sono compulsivi e monotematici, a volte. Trattano il sesso e la letteratura come la medicina che lenisce i vuoti inesorabili delle delusioni d’amore.

Sono poeti e poetici. Alcuni scrittori veri in attesa di editore, altri, geni, ma privi di talento letterario. Altri ancora, pochi, dei gran cazzoni in cerca di vetrine negategli altrove.

Raramente trovi straordinari catalizzatori d’affetto, col carisma esuberante che miscela l’amore all’alcool, che ti domandi come hai fatto a viverci senza, prima.

E quando succede che li incontri di persona, la dinamica d’approccio risulta stravolta. Perché gli conosci già l’anima e non ti curi del loro aspetto. Perché gli sei già amico, pur non avendoli mai visti. E spesso non dici ciao, o piacere. Dici: finalmente.

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Pensieri tangenziali

Milano viale Certosa alle 6 del pomeriggio fa venir voglia di vivere in Molise.

Il segreto per rimanere sposati tanti anni è somministrare alla propria moglie un concerto del suo gruppo preferito almeno ogni quattro anni. La frequenza non la decidi tu, ma il gruppo.

Il cambio automatico è stato ideato tra Milano Nord e San Siro.

Chi sta sempre in corsia di sorpasso ha un ego ipertrofico o semplicemente la testa di cazzo.

I navigatori dovrebbero raccontarti delle barzellette quando sei in coda. Mica è difficile programmarli no?

Non ce l’hanno un singolo che tira come Elevation o Vertigo. L’inizio è tutto. A Torino il Delle Alpi vibrava che metteva quasi paura. Era luglio 2001 e ancora la paura vera non c’era. Sarebbe arrivata in settembre, quella.

Il clima automatico è un optional che uno debole di nervi dovrebbe imporsi. Quello manuale è una chiavica. E accendi e spegni e alza e abbassa. Così ti vien caldo.

Dis is not e rebel song. Dis song is sandèi bladi sandèi Tarara ta ta tara ta tara ta. Ma come cazzo parlano gli irlandesi.

Ecco, se mi viene la serata emozionale da minzione reiterata proprio mi rovino il concerto. E dove vado a farla col casino che c’è.

In moto bisogna venire ai concerti. In moto. Che la parcheggi vicino al baracchino della porchetta.

Chissà quanti anni avrò al prossimo concerto. Magari guida Riccardo. Con la macchina della mamma, però.

Ma me li ricorderò domani ‘sti pensieri? E sai che perdita…

La freccia coglioneeeeeeeee

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