Cinque e mezza di stamattina. Mentre cerco un moment che lenisca il mio momentaneo disagio esistenziale, mi sovviene lenta una seconda rivelazione.
Libertà è vivere noncuranti del giudizio altrui.
Felice, mi metto a scrivere questo post, e mentre scorrono le idee e scivolano le parole realizzo che non sto prescindendo dall’intimo quesito: piacerà?
E mi ritrovo ancora schiavo.
se vuoi ti do io delle ripetizioni di noncuranza
Sì, ma liberamente schiavo, chè non è solo un gioco di parole…
(per la capatosta prova con momentact, ibuprofene in dose più massiccia, poi se non basta, male che vada, decapitiamo!)
oggi ne avrei proprio bisogno di quella libertà specifica lì, io!
Be’, il paradosso è bello, se ti può liberare dal paradosso.
In pratica… non se ne esce più.
Il giudizio altrui è una gabbia ineluttabile. Difficile uscirne.
difficile uscire dal giudizio degli altri che ti piacciono. quelli che non ti piacciono non te ne cala una cippa (per dirla poeticamente). io credo.
Ma l’hai trovato il moment?
Si Linda, trovato e assunto.
Per quanto ci sforziamo, credo sia impossibile liberarci totalmente dal vincolo del giudizio degli altri… E non è necessariamente una cosa negativa: secondo me, è come se anche la nostra identità ne avesse bisogno. Buongiorno Splendido e buongiorno a tutti!